È morto all’età di 88 anni Lionel Jospin, ex primo ministro e leader del Partito socialista.
È stato una delle figure più note del panorama politico francese del XX secolo.
L’ex primo ministro e leader del Partito socialista, Lionel Jospin, è morto questo lunedì 23 marzo 2026, all’età di 88 anni, hanno annunciato i suoi parenti all’AFP.
Leader della sinistra francese per due decenni, questo laureato dell’ENA è stato in particolare capo del governo sotto il mandato di Jacques Chirac, tra il 1997 e il 2002, partecipando così alla più lunga convivenza nella storia della Quinta Repubblica.
Grande favorito alle elezioni presidenziali del 2002, non riuscì tuttavia a raggiungere il secondo turno, battuto da Jacques Chirac e, soprattutto, da Jean-Marie Le Pen (FN) che approfittò della divisione dei partiti di sinistra per qualificarsi, ottenendo un punteggio senza precedenti per il suo partito. Questo fallimento brutale e inaspettato ha accelerato la caduta di Lionel Jospin, portandolo così al suo ritiro definitivo dalla vita politica, annunciato durante un famoso discorso televisivo.
Non tornando mai alla ribalta, nonostante sia stato membro del Consiglio costituzionale dal 2015 al 2019, Lionel Jospin è rimasto comunque una voce importante consultata attivamente.
Discreto negli ultimi anni, a gennaio aveva fatto sapere di essersi sottoposto a “un’operazione grave”, senza però specificare la natura dell’intervento.
Lionel Jospin è morto
Nato il 12 luglio 1937 a Meudon (Hauts-de-Seine) da una famiglia protestante, Lionel Jospin era il più giovane di quattro figli ed aveva anche un fratellastro e una sorellastra, avuti dal primo matrimonio del padre Robert Jospin (1899-1990), insegnante e membro della SFIO (Sezione francese dell’Internazionale operaia). Sua madre, Mireille Dandieu (1910-2002), ostetrica professionista, era un’attiva attivista per la pace. Lionel Jospin è quindi cresciuto in un ambiente politicizzato, molto marcato a sinistra e fedele alle idee pacifiste di non violenza.
Ottimo studente, conseguì il diploma di maturità nel 1954 presso il prestigioso liceo Janson-de-Sailly di Parigi, poi studiò all’Istituto di studi politici di Parigi, dal 1956 al 1959. Nel 1961 entrò all’ENA (Scuola nazionale di amministrazione) e si laureò nel 1965, nella classe Stendhal che annoverava tra le sue fila altri futuri personaggi politici come Ernest-Antoine Seillière, o anche Jean-Pierre Chevènement e Jacques Toubon. Durante questo periodo si batte in particolare contro la guerra d’Algeria, fedele all’anticolonialismo della sua famiglia.
Uscito dall’ENA, iniziò la carriera diplomatica al Quai d’Orsay, poi divenne professore di economia all’IUT di Sceaux nel 1970, prima di dedicarsi completamente alla politica. Inizialmente attivista trotskista, aderisce al Partito socialista nel 1971 per poi diventare rapidamente il protetto di François Mitterrand che lo prende sotto la sua protezione. Come quest’ultimo desiderava, Lionel Jospin divenne anche Primo Segretario del PS nel gennaio 1981, al congresso di Créteil. Mantenne l’incarico fino al 1988, per poi ricoprirlo nuovamente, dal 1995 al 1997.
Consigliere di Parigi dal 1977 al 1986 poi deputato della capitale dal 1981 al 1988, Lionel Jospin è stato eletto anche al Parlamento europeo nel 1984.
Nel 1988 diventa ministro dell’Istruzione nazionale nei governi di Michel Rocard e Édith Cresson. Dopo il fallimento della sinistra nelle elezioni legislative del 1993, lasciò il suo incarico di Primo Segretario del PS e considerò di ritirarsi dalla politica prima di cambiare idea. Si riprese nel 1995, quando fu nominato candidato del PS alle elezioni presidenziali durante le primarie, che vinse contro Henri Emmanuelli. Annunciato terzo nei sondaggi, ha sfidato i pronostici e si è classificato primo con il 23,3% dei voti davanti a Jacques Chirac (20,8%), alla fine del primo turno, ma ha dovuto comunque perdere al secondo, contro lo stesso Jacques Chirac.
Nonostante la sconfitta, le elezioni rafforzarono la sua nuova posizione di uomo forte del PS ed era del tutto naturale che fosse nominato Primo Ministro dal presidente Jacques Chirac, due anni dopo, nel 1997, in seguito alla vittoria della sinistra alle elezioni legislative. Per questa terza convivenza, che sarà la più lunga nella storia della Quinta Repubblica, Lionel Jospin guida un governo plurale di sinistra che firmerà alcune delle riforme sociali più simboliche degli ultimi 50 anni, in particolare le 35 ore, o il PACS (Patto di Solidarietà Civile). Durante il suo mandato quinquennale, la Francia ha registrato anche una forte crescita economica e un calo significativo della disoccupazione. Il mandato presidenziale quinquennale viene adottato anche tramite referendum in occasione del suo passaggio a Matignon.
Candidato alle elezioni presidenziali del 2002, di cui era il favorito, è stato, con sorpresa di tutti, eliminato al primo turno, raccogliendo solo il 16,2% dei voti espressi. Precede il presidente uscente della Repubblica Jacques Chirac (19,88%) e il candidato del Fronte Nazionale Jean-Marie Le Pen che ottiene lo storico punteggio del 16,86%. Abbattuto, Lionel Jospin si assume la piena responsabilità di questo fallimento e si ritira dalla vita politica. Chiede però di bloccare il FN e di votare per Jacques Chirac, che sarà rieletto per 5 anni. Questo shock elettorale pose fine alla sua carriera e alle sue ambizioni nazionali.
Fino alla sua morte rimarrà comunque un osservatore informato della politica francese ma anche un uomo la cui opinione conta. Membro della squadra elettorale di Ségolène Royal nel 2007, è stato anche nominato presidente della Commissione sul rinnovamento e l’etica della vita pubblica dal presidente François Hollande nel 2012, poi siederà nel Consiglio Costituzionale dal 2015 al 2019.
Sposato due volte, Lionel Jospin era padre di due figli, tra cui la famosa artista visiva Eva Jospin.

