Un bambino sotto i 12 anni è stato sottoposto ad eutanasia nei Paesi Bassi, una prima controversa

Un bambino sotto i 12 anni è stato sottoposto ad eutanasia nei Paesi Bassi, una prima controversa

Scritto da: Daniele Traverso - il 26 Giugno 2026

Un bambino di età inferiore ai 12 anni è stato sottoposto ad eutanasia in Europa. Una prima volta che rischia di far parlare di sé.

Si tratta di un evento senza precedenti. Un fatto sociale importante che sta già suscitando vivaci dibattiti sulla fine della vita.

Per la prima volta nei Paesi Bassi un minore di età inferiore ai 12 anni è stato sottoposto ad eutanasia, hanno annunciato le autorità locali. Si tratta infatti del primo caso di eutanasia infantile in questo Paese, dove la procedura, che divide ancora gran parte dell’opinione pubblica, è legale per gli adulti da più di 20 anni.

Un bambino confortato dalla madre in ospedale

Un bambino sotto i 12 anni è stato sottoposto a eutanasia per la prima volta

Le autorità olandesi hanno reso pubblico questo caso in occasione della presentazione della relazione annuale della commissione di controllo al Parlamento, riferiscono i nostri colleghi di Le Figaro. Il Ministero della Salute olandese ha confermato le informazioni senza fornire ulteriori dettagli sull’identità, l’età o la malattia di cui soffriva il bambino sottoposto ad eutanasia.

Come previsto dalla legge, il fascicolo del minore è stato trasmesso alla Procura della Repubblica, affinché le autorità competenti possano verificare se i medici che hanno effettuato l’eutanasia hanno rispettato tutti gli obblighi di legge.

Si tratta del primo caso di questo tipo da quando i Paesi Bassi hanno deciso, nel febbraio 2024, di estendere la procedura di eutanasia ai bambini affetti da malattie incurabili e che soffrono di dolori insopportabili.

Questo testo, prima destinato ad adulti e adolescenti, autorizza ora i minori da uno a dodici anni a ricorrere all’eutanasia, quando il loro stato di salute è considerato senza speranza. Finora era autorizzata solo la sedazione palliativa, ovvero la sospensione del cibo e dell’idratazione, per accompagnare i bambini condannati.

Questa nuova procedura, però, risulta essere molto regolamentata. Per convalidarlo, i medici devono constatare sofferenze ritenute intollerabili e che non presentano alcuna prospettiva di miglioramento. Inoltre, ovviamente, il consenso dei genitori del bambino rimane obbligatorio. Infine, un medico indipendente dovrà anche confermare la diagnosi iniziale dei suoi colleghi per confermare definitivamente la decisione. La decisione finale spetta, ovviamente, al bambino.

Il medico coinvolge il bambino, nella misura delle sue capacità, nella decisione e deve vigilare affinché la sua vita non venga interrotta contro la sua volontà. »

Una madre al capezzale della figlia condannata

Ricordiamo che i Paesi Bassi sono stati il ​​primo Paese al mondo a legalizzare l’eutanasia e il suicidio assistito nel 2002. Precursore in questo ambito, lo Stato olandese è stato anche il primo Paese a estendere questo sistema ai minori di età superiore ai dodici anni, capaci di discernimento, nonché ai bambini di età inferiore a un anno, con il consenso dei genitori, nel 2014.

Nonostante l’opposizione di molti, l’estensione della procedura ai minorenni, di età compresa tra 1 e 12 anni, è stato in definitiva solo il logico passo successivo.

Secondo i dati ufficiali, i Paesi Bassi hanno registrato un record storico di 9.958 richieste di eutanasia nel 2025, con un incremento del 10% rispetto al 2024. Oggi l’assistenza medica ai morenti rappresenta circa il 5,8% di tutti i decessi registrati nel Paese.

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