Se nel tuo alloggio di notte la temperatura supera regolarmente i 28°C, puoi chiedere al tuo locatore una riduzione dell'affitto

Se nel tuo alloggio di notte la temperatura supera regolarmente i 28°C, puoi chiedere al tuo locatore una riduzione dell’affitto

Scritto da: Daniele Traverso - il 26 Giugno 2026

Se hai difficoltà a sopportare l’ondata di caldo in casa, la legge fornisce alternative agli inquilini attraverso misure adottate con il proprietario.

Questa settimana, il solstizio d’estate non è mai stato così all’altezza del suo nome. Le temperature torride sono costanti già da diversi giorni. Se esistono molte soluzioni per far fronte all’ondata di caldo, la sostenibilità di un tale clima potrebbe cambiare le regole del gioco nel nostro adattamento quotidiano.

Sorge allora la domanda sull’affidabilità del vostro alloggio, su come vi risparmierà da questo clima pesante e soffocante che permea l’interno. In questo contesto, la legge del 6 luglio 1989 impone al locatore di affittare un alloggio “dignitoso”, che non presenti rischi per la salute dell’affittuario.

La legge sul clima e la resilienza del 2021 ha integrato il comfort termico estivo come componente permanente di questa decenza: gli alloggi che superano regolarmente i 28°C di notte, o la cui temperatura interna non si discosta di più di 2°C da quella esterna, possono ora essere problematici. La legge non fissa però una soglia massima vincolante: l’affittuario resta tenuto al pagamento dell’affitto, a meno che non vi sia un’esplicita decisione del giudice.

Se lo ritiene giustificato, l’inquilino può inviare una diffida scritta al suo locatore, allegando le rilevazioni della temperatura, la diagnosi della prestazione energetica (EPD) e la prova della mancata risposta.

Un nuovo disegno di legge presentato l’estate scorsa

L’ANIL (Agenzia Nazionale per l’Informazione sugli Alloggi) offre assistenza online gratuita per individuare il ricorso adeguato per ogni situazione. Senza reazione da parte del locatore, l’inquilino può rivolgersi al giudice per le controversie di tutela, senza che sia necessario l’avvocato per le controversie inferiori a 10.000 euro.

In questo contesto, l’inquilino potrà ottenere lavori sotto pena di penale (da 50 a 100 euro al giorno di ritardo), riduzione retroattiva del canone e risarcimento del danno per disturbo del godimento, concetto giuridico che designa l’impossibilità di godere normalmente del proprio alloggio.

Se le apparecchiature menzionate nel contratto, come ad esempio l’aria condizionata, sono rotte, il locatore è tenuto a ripararle entro 30 giorni dalla messa in mora, pena la riduzione automatica del canone.

Nel giugno 2025, i deputati di otto gruppi politici hanno presentato un disegno di legge transpartisan “Zero Kettle Housing” volto a vietare l’affitto di alloggi che superano regolarmente i 26°C di notte e i 28°C durante il giorno. Considerando l’aumento delle temperature che potrebbe aumentare in futuro, questa legge potrebbe “raffreddare” i potenziali proprietari e quindi la disponibilità di alloggi. Dall’agosto 2022, il locatore non può più aumentare l’affitto degli alloggi classificati F o G nel DPE.

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