Introdotto una ventina di anni fa sull’isola di Ibiza, in Spagna, il serpente ferro di cavallo ha proliferato a tal punto da diventare ormai una minaccia per la biodiversità locale.
L’isola di Ibiza, nell’arcipelago spagnolo delle Baleari, sta affrontando un’invasione di serpenti a ferro di cavallo descritti come “serpenti nuotatori” per la loro capacità di muoversi sull’acqua.
Sia per i residenti che per i vacanzieri l’incontro è sorprendente: l’animale si auto-invita nelle case e talvolta affiora sulla superficie di un lavandino o di un water. Detto questo, la specie non è né velenosa né aggressiva nei confronti dell’uomo. Il vero problema risiede soprattutto nell’equilibrio ecologico dell’arcipelago.
La lucertola Pityusa, chiamata anche lucertola muraiola di Ibiza, è diventata una facile preda per il serpente. Dal 2022, la specie è passata dallo status di “vulnerabile” a quello di “minacciato” nella lista rossa dell’Unione internazionale per la conservazione della natura. Il progresso del serpente non si indebolisce. Secondo i dati diffusi da “The Guardian”, il 90% del territorio dell’isola è ormai colonizzato e l’intera isola dovrebbe essere colonizzata entro la fine del 2027.
Interrogato il 2 agosto dal quotidiano “Diario de Ibiza”, il direttore generale dell’Ambiente del governo regionale delle Baleari è preoccupato per la situazione. Anna Torres ammette in particolare che avremmo dovuto reagire “prima” e che ora sarà “molto difficile eliminare i serpenti da un’isola come Ibiza”.
“Ci sono casi simili di specie invasive su altre isole del mondo e non sono mai state completamente sradicate. »
L’ambizione è quindi limitata a “ridurre il numero” dei rettili presenti.
Un serpente sempre più presente sull’isola
Mentre fino all’inizio degli anni 2000 Ibiza era una delle rare isole del Mediterraneo senza serpenti, il serpente arrivò poco dopo quando gli ulivi furono importati dalla Spagna continentale per decorare i giardini. Da allora i serpenti hanno persino imparato ad attraversare il mare. Dopo aver raccolto sempre più testimonianze di pescatori e turisti che avevano visto i serpenti nuotare, i ricercatori hanno filmato la scena per la prima volta nell’aprile 2024.
Sul terreno, dal 2016 sono stati eliminati quasi dodicimila serpenti, ma questo non basta. Parlando a Reporterre, Inma Saranova, direttrice dell’associazione Ibiza & Formentera Preservation, che insieme ad altre ONG ha piazzato decine di trappole, afferma che la situazione è “molto allarmante”.
Attualmente l’associazione dispone di circa 1.500 dispositivi di cattura in tutto il Paese, mentre per sperare di invertire la tendenza ne servirebbero tra i 15.000 e i 25.000. Il costo di un tale aggiornamento è stimato a quasi 3 milioni di euro il primo anno, poi 1,7 milioni di euro all’anno. “È una lotta implacabile con armi impari”, riassume Inma Saranova.

