Filma gli animali marini dall’alto, eppure non aveva mai visto niente del genere. Il fotografo naturalista David Currie, conosciuto su Instagram come @dcurrie_drones, ha pubblicato una breve sequenza di droni che è circolata rapidamente ben oltre il suo pubblico abituale. Vediamo un grande squalo bianco evolversi a breve distanza da un vitello e da sua madre, i tre animali che si tengono sullo stesso piano visti dal cielo.
Niente di cruento, niente di spettacolare nel senso hollywoodiano del termine. Solo uno squalo che avanza, con calma, senza mai accelerare. Ed è proprio questa calma che ti mette a disagio.
Cosa mostra il video
La sequenza è girata in verticale, in mezzo all’oceano. Il vitello nuota vicino al fianco della madre, come fanno tutti i giovani cetacei durante i primi mesi. Lo squalo si muove in linea retta non lontano da loro, con questo movimento flessibile e regolare che caratterizza la specie.
In nessun momento vediamo un attacco. Il predatore si avvicina, passa, prosegue per la sua strada. Ma l’angolazione del drone offre qualcosa che le riprese riprese da una barca non danno mai: la scala. Allo stesso livello, confrontiamo immediatamente la dimensione dello squalo con quella del vitello, e il risultato è più impressionante di qualsiasi commento.
Il fotografo non ha avuto bisogno di lunghe frasi per riassumere la scena.
Questo è di gran lunga lo squalo più grande che abbia mai filmato.
Un grande bianco caccia davvero i vitelli?
Questa è la domanda che tutti si pongono di fronte a queste immagini, e la risposta è più sfumata di quanto l’istinto suggerisca. Attaccare un giovane cetaceo accompagnato dalla madre è una cosa molto rara tra i grandi squali bianchi. Una balena adulta pesa diverse decine di tonnellate e difende i suoi piccoli; l’equilibrio di potere non è ovvio, nemmeno per un predatore di queste dimensioni.
D’altra parte, i grandi bianchi sono ben noti per nutrirsi delle carcasse di balene già morte. La pancetta, ricchissima di energia, costituisce per loro una risorsa ideale, e gli incontri di numerosi squali attorno ad un cadavere galleggiante sono stati documentati più volte dagli scienziati. Uno squalo che si avvicina a cetacei viventi non è quindi necessariamente uno squalo a caccia: può semplicemente valutare la situazione, oppure allontanarsi.
Il fotografo non ha specificato il luogo delle riprese o la specie esatta delle balene filmate e le dimensioni dello squalo non sono state misurate. Queste sono stime visive, niente di più.
Il drone, lo strumento che ha cambiato tutto per l’osservazione dell’oceano
Questo tipo di immagine sarebbe stato quasi impossibile da ottenere quindici anni fa. Ci sarebbe voluto un elicottero, un budget sostanzioso e un rumore di rotore capace di spaventare metà degli animali presenti. Il drone osserva da lontano, senza un motore assordante e senza uno scafo che fenda l’acqua vicino ai cetacei.
Risultato: comportamenti che prima si vedevano solo in modo frammentario vengono ora filmati nella loro continuità. Interazioni tra specie, movimenti di gruppo, nascite. I biologi marini utilizzano sempre più questa tecnologia per il monitoraggio delle popolazioni, proprio perché causa poco disturbo.
Filmare senza disturbare, la regola che conta
È comunque necessario rispettare le distanze. Un drone che scende troppo in basso stressa gli animali e può cambiare il loro comportamento, rovinando sia l’osservazione scientifica che il benessere dell’animale. La maggior parte dei paesi impone altezze minime di volo sui cetacei e queste regole variano a seconda della zona.
Il principio rimane semplice, sia che si utilizzi un drone, una macchina fotografica o un semplice binocolo: si osserva, non si insegue. E sulla costa, quando vengono segnalati animali marini di grandi dimensioni, meglio seguire le indicazioni dei posti di pronto soccorso e lasciare spazio. È ancora il modo migliore per partire con belle immagini piuttosto che con una brutta storia.