Fine delle chiamate a freddo: i procacciatori possono continuare a chiamarti a determinate condizioni

Fine delle chiamate a freddo: i procacciatori possono continuare a chiamarti a determinate condizioni

Scritto da: Daniele Traverso - il 11 Agosto 2026

La fine delle chiamate a freddo dall’11 agosto?

Secondo un sondaggio, il 97% dei francesi è “ infastidito »da chiamate indesiderate. Ogni giorno e talvolta più volte nello stesso giorno si verificano chiamate a freddo. Ma tutto questo è forse (finalmente) storia antica.

Dall’11 agosto, infatti, ai procacciatori telefonici è vietato contattare i consumatori per i quali non hanno il consenso. Si parla allora di consenso “informato”. Per fare questo, i procacciatori devono avere “ ottenuto il consenso esplicito in anticipo » dal consumatore, indica il sito Bloctel.

Esprimere il consenso in modo chiaro o meno

Uomo d'affari che fa una telefonata con le cuffie

Sul proprio sito, il Ministero dell’Economia precisa che il professionista ha l’obbligo di indicare “ la sua identità e quella della società che rappresenta, lo scopo preciso del ricorso proposto nonché il periodo di validità del consenso » che è un massimo di un anno.

Così tutti coloro che non hanno risposto favorevolmente al desiderio di essere contattati da un venditore diretto non dovrebbero più essere assillati con telefonate indesiderate. Mentre chi ha risposto favorevolmente può, in ogni momento, revocare il proprio consenso.

Per fornire il consenso, il sito del governo spiega che si può fare in negozio: si spunta una casella su un contratto o si firma un modulo online o si risponde “sì” a una registrazione durante una visita a domicilio.

Che rischio corrono i bagarini che non rispettano la legge?

Il Ministero ricorda infine gli orari e la frequenza delle chiamate dei procacciatori alle persone che hanno espresso il proprio consenso. I professionisti possono telefonare dal lunedì al venerdì (esclusi i giorni festivi) dalle 10:00 alle 13:00. e dalle 14:00 alle 20:00 Ne hanno il diritto massimo quattro chiamate al mese È sempre possibile per il consumatore esprimere il proprio rifiuto.

Se queste regole non vengono rispettate, i venditori diretti rischiano una multa di 75.000 euro (375.000 euro per un’azienda). La multa può rappresentare anche il 10% del fatturato e una pena di cinque anni di reclusione in caso di abuso di debolezza. Il consumatore può segnalare le chiamate indesiderate per le quali non ha espresso il proprio consenso sul sito SignalConso, cancellando i propri dati e fornendo prova delle chiamate (data, ora, ecc.).

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