«Ha aggiunto i cannoli lasciando credere che fosse gratis»: due gelati pagati a 44 euro a Roma, il biglietto dettagliato ha fatto scandalo

«Ha aggiunto i cannoli lasciando credere che fosse gratis»: due gelati pagati a 44 euro a Roma, il biglietto dettagliato ha fatto scandalo

Scritto da: Daniele Traverso - il 5 Settembre 2026

La banconota sta su un pezzo di carta di dieci centimetri e ha fatto il giro del mondo. Due gelati, mangiati in piedi, in un vicolo del centro storico di Roma: 44 euro. Tre mesi dopo, la vicenda è ancora un caso da manuale, al punto che il quotidiano britannico I tempi ha inviato un giornalista alla gelateria per verificare di persona.

Cosa è successo il 3 giugno, via di Tor Millina

Nicole Ann, turista americana proveniente dalla Florida, si ferma con il suo compagno in una gelateria situata in via di Tor Millina, a poche decine di metri da Piazza Navona. Ordinano, secondo il suo racconto, due tazzine. La commessa serve loro la misura più piccola, specificando che hanno diritto a tre palline. Quindi inizia a guarnire.

“Ha cominciato ad aggiungere condimenti, cannoli, amaretti, lasciando intendere che era gratis. Siamo andati a pagare e il conto era di 44 euro per due gelati. Mi sembrava di sentirgli dire 14, non me ne sono nemmeno reso conto finché non ho guardato il biglietto. »

Posta la foto dello scontrino su “Rome Travel Tips”, gruppo Facebook seguito da migliaia di viaggiatori che pianificano il loro soggiorno nella capitale italiana. Il post ha raccolto centinaia di reazioni in poche ore ed è apparso su tutti i siti di informazione italiani nel corso della settimana.

Il biglietto, riga per riga

È stato il dettaglio dello scontrino ad accendere la polvere, perché raccontava una storia un po’ diversa da quella del cliente. I due tagli sono lì registrati come “maxi coni”, fatturati a 12 euro ciascuno, ovvero 24 euro. Aggiunti 2 euro a coppetta per la panna, 6 euro per gli amaretti e 10 euro per due cannolini al pistacchio. Totale: 44 euro, senza servizio al tavolo.

Dodici euro per il gelato, in una delle zone più turistiche d’Europa, resta legale: nulla impedisce a un commerciante di fissare i prezzi come meglio crede. Il punto che ha sconvolto l’Italia è altrove. Nella stragrande maggioranza delle gelaterie romane la panna montata è gratis e gli extra venivano aggiunti senza che al cliente venisse chiesto se la voleva. Secondo l’associazione dei consumatori Consumerismo, nel 2026 in Italia un cono costa in media dai 3 ai 4 euro, con punte superiori ai 5 euro nelle zone turistiche.

Interrogata nei commenti, la turista ha affermato di non voler contestare il pagamento, pur riconoscendo la sua parte di errore: avrebbe dovuto controllare i prezzi esposti sul sito. Ha inoltre chiarito che non si trattava né del suo primo viaggio in Italia né del suo primo gelato.

Il Times manda il suo corrispondente, esce con un cono da 22 euro

Dodici giorni dopo, il quotidiano britannico I tempi pubblica un articolo dal titolo inequivocabile: 44 euro per due gelati, ecco come evitare truffe quando si è a Roma. Il suo corrispondente Tom Kington è andato lì.

Benvenuto gelido. “Quando il Times è arrivato per indagare sulla presunta truffa, la giovane donna dietro il bancone era pronta”, ha scritto, prima di citare la sua risposta: Se sei un giornalista, non posso parlare con te e il direttore non è qui.

Il giornalista ordina quindi un cono a tre palline, mango, pistacchio e fragola. La commessa aggiunge wafer, un amaretto rosa brillante, panna montata e un cannolo al cioccolato, questa volta sottolineando che ci sono degli extra. Totale per un singolo cono: 22 euro. Kington lo descrive così carico che diventa impossibile mangiare.

Le tre regole regalate dal Times ai suoi lettori

Il giornale trasformò l’aneddoto in istruzioni, valide per qualunque visitatore dell’Italia. Per un gelato a un prezzo normale consiglia di cercare gelaterie che propongono una coppetta grande o un cono grande a 5 euro massimo. Ne esistono, anche nel centro di Roma, e la panna è compresa nel prezzo.

Seconda regola, quella del caffè: un vero espresso a prezzi italiani costa al massimo 1,50 euro, a patto di berlo in piedi al bancone. Sedersi al tavolo e attendere il servizio raddoppia il conto, una pratica perfettamente legale in Italia ma che molti stranieri scoprono al momento di pagare.

Terzo riflesso, il più semplice: guardare il prezzo esposto prima di ordinare, e chiedere esplicitamente il prezzo di ogni integratore offerto allo sportello. Questo è esattamente ciò che mancava nella storia dei 44 euro.

Un caso tra tanti

La Roma raccoglie queste polemiche sullo scontrino. Pochi giorni dopo la vicenda dei 44 euro, una turista neozelandese ha denunciato sullo stesso gruppo Facebook di aver pagato 20 euro per due gelati vicino alla Fontana di Trevi, senza ricevuta. Il gestore ha risposto pubblicamente che lo scontrino sì è stato rilasciato ma non ritirato dal cliente, e che in questo settore un gelato di media grandezza non può costare meno di 8-10 euro, tenendo conto degli affitti e del prezzo delle materie prime.

Nel dicembre del 2025, uno stesso consigliere comunale romano dichiarò di aver pagato 60 euro per uno spritz, un panino e un tè accompagnato da qualche pasticcino in Piazza del Popolo, senza biglietto. La Sicilia è stata vittima della polemica sul prezzo delle brioche gelato a Catania.

Il problema che segnalano i commercianti onesti del centro è sempre lo stesso: un biglietto che diventa virale non resta mai la preoccupazione di un solo negozio. Diventa affare di Roma.

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