Probabilmente lo avrete letto da qualche parte: dal 2026, i radar francesi sapranno se avete in mano lo smartphone, se avete allacciato la cintura di sicurezza e se siete attaccati all’auto che precede. Tre infrazioni, 135 euro e tre punti ciascuna, tutte in un unico passaggio davanti a una torretta. Le informazioni giravano in continuazione. È falso, ed è la stessa Sicurezza Stradale a dirlo.
Una smentita senza riserve da parte della Sicurezza Stradale
Tutto inizia dalla settimana dell’8 dicembre 2025. 13:00. poi alle 20:00 su TF1, BFMTV ed Europe 1 annunciano l’arrivo di radar alimentati dall’intelligenza artificiale in grado di osservare questi tre comportamenti. Contattata da franceinfo il 12 dicembre, la delegazione per la sicurezza stradale definisce l’annuncio “assolutamente falso” e invita gli automobilisti a diffidare della “corsa alle fantasie”. All’AFP e a Le Figaro parla di “pura disinformazione” e precisa che non è stata lanciata alcuna approvazione. Interrogato da RTL, il Dipartimento per la Sicurezza Stradale conferma che non è prevista alcuna nuova funzionalità per i radar.
Una linea di bilancio scritta nel 2024, letta male nel 2025
L’origine della confusione è identificabile. Si tratta del progetto annuale di performance allegato alla legge finanziaria per il 2025, pubblicato a fine 2024, che riguarda il conto di destinazione speciale “Traffico stradale e controllo dei parcheggi”. Si legge che, “a seconda delle capacità tecnologiche e delle necessarie autorizzazioni, nuove infrazioni potranno essere commesse su diverse centinaia di dispositivi (interdistanza, mancato obbligo di cintura di sicurezza, telefono cellulare)”. Un condizionale, due riserve e una frase trasformata in calendario.
“Per realizzare qualcosa, bisogna indicarlo nel budget, ma ciò non significa che sarà realizzato o realizzabile. È come se stessi programmando un viaggio in Vietnam nel 2026: metti da parte i soldi e alla fine, nel 2026, non vai in Vietnam. È lo stesso per i radar. » Delegazione per la sicurezza stradale, citata da Le Figaro
Un dettaglio raramente menzionato nelle ripetizioni: questa menzione è scomparsa dallo stesso allegato di bilancio per il 2026.
Il blocco si chiama omologazione
La legge è pronta da tempo. L’articolo R130-11 del Codice della strada, modificato dal decreto n. 2023-563 del 5 luglio 2023, elenca una quindicina di reati osservabili tramite dispositivo automatico, tra cui il mancato utilizzo della cintura di sicurezza, il possesso del telefono in mano e il mancato rispetto delle distanze. Ma l’articolo L130-9 pone una condizione: i risultati sono autentici solo se il dispositivo “è stato soggetto ad approvazione”. Senza un decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, nessuna denuncia è legalmente possibile, qualunque sia il reparto e qualunque sia la prestazione della macchina.
Tuttavia, ad oggi, sono consentiti solo l’eccesso di velocità e l’attraversamento con semaforo rosso o un passaggio a livello. L’ultimo sistema convalidato riguarda le corsie di car pooling, con decreto del 19 aprile 2024. Il collettivo di avvocati Les Surligneurs riassume la situazione: il quadro giuridico esiste, manca l’approvazione.
La tecnologia esiste già
Questo è ciò che rende credibile la voce. Idemia e Parifex hanno presentato al Salon des Mayors delle apparecchiature in grado di rilevare questi tre comportamenti. Il Mesta Fusion 2, già installato su alcune strade, combina telecamera ad alta definizione, radar Doppler 3D e algoritmi. In Italia, sull’autostrada Firenze-Pisa-Livorno, nei pressi di Lastra a Signa, sarà testato un dispositivo sviluppato da Sodi Scientifica: controlla contemporaneamente telefono, cintura di sicurezza, assicurazione e revisione tecnica, con autorizzazione di 90 giorni rinnovabile una volta e nessuna multa durante il test. Il Paese dispone di quasi 12.000 radar, a fronte di una flotta francese che deve passare da 4.000 a 4.160 dispositivi.
Ciò che ti minaccia davvero oggi
Niente di tutto ciò rende innocuo o tollerato l’uso del telefono durante la guida. Il reato costa comunque 135 euro e tre punti, constatato da un agente. E altrove la sanzione è diventata più dura: quattordici dipartimenti applicano ormai una sospensione amministrativa della licenza solo per questo motivo, da quindici giorni a sei mesi a seconda delle prefetture. Il rischio, nel 2026, non viene da una torretta intelligente: viene da un poliziotto a bordo strada, o da un’auto radar senza contrassegni.
Resta una regola semplice per ordinare i prossimi annunci: finché sulla Gazzetta Ufficiale non verrà pubblicato alcun provvedimento di approvazione, niente radar non può verbalizzare un telefono, una cintura o una distanza di sicurezza. Il giorno in cui questo cambierà, sarà scritto nero su bianco in un testo ufficiale, non in un estratto di TikTok.