La tua relazione può durare senza la passione dell'inizio: uno psicologo spiega i 3 pilastri dell'amore

La tua relazione può durare senza la passione dell’inizio: uno psicologo spiega i 3 pilastri dell’amore

Scritto da: Daniele Traverso - il 18 Settembre 2026

Meno farfalle nello stomaco, più complicità e progetti comuni: un amore che cambia non è necessariamente un amore che muore. Secondo la teoria dello psicologo Robert Sternberg, tre componenti ci permettono di comprendere meglio una relazione: intimità, passione e impegno. Ma non è necessario che occupino sempre lo stesso posto.

All’inizio di una storia, a volte basta un messaggio per allietare la giornata. Aspettiamo le riunioni, ci pensiamo spesso e tutto sembra nuovo. Poi subentra la quotidianità. Le conversazioni si adattano anche allo shopping, al lavoro o ai vincoli familiari. Dovremmo concludere che qualcosa è andato perduto? La questione merita meglio di un confronto con le prime settimane.

In un articolo di Gabrielle Kassel pubblicato da Cosmopolitan e ripubblicato su Yahoo, Robert Sternberg e la terapista Heather McPherson fanno luce su queste trasformazioni. Il loro punto di partenza ci invita a considerare diverse dimensioni del legame romantico, invece di misurare l’intera relazione in base all’intensità del desiderio.

I tre pilastri dell’amore secondo Robert Sternberg

Nel 1986, Robert Sternberg propose la sua teoria triangolare dell’amore. Distingue tre componenti: intimità, che riguarda la vicinanza emotiva; passione, che rimanda all’impulso verso l’altro; e impegno, che corrisponde alla decisione di amare e mantenere questo legame nel tempo.

In questo modello, le loro diverse combinazioni descrivono diverse forme di amore. Il loro ricongiungimento corrisponde a quello che lo psicologo chiama amore “compiuto”. Questa espressione non deve però diventare un’ingiunzione: nell’articolo Sternberg precisa che ognuno ha il proprio ideale e che non esiste un unico modello adatto a tutti.

Lo scopo di questo triangolo è quindi quello di rendere la conversazione più precisa. Quando qualcuno dice che gli manca qualcosa nella sua relazione, sta parlando di tenerezza, attrazione o prospettive condivise? Questi bisogni possono intersecarsi, ma non si fondono.

1. Intimità: riuscire a mostrare ciò che stiamo realmente vivendo

Nel linguaggio quotidiano, l’intimità evoca spesso la sessualità. Per Sternberg si riferisce principalmente alla sensazione di essere vicino a qualcuno, di fidarsi di lui e di poter contare su di lui. Include complicità, attenzione e comunicazione.

Può riconoscersi in situazioni molto ordinarie. Ad esempio, raccontare una delusione senza doverla subito minimizzare, condividere una preoccupazione o sentire che il tuo partner sia interessato a ciò che ti sta accadendo. Anche un gesto di sostegno può esprimere questa vicinanza, anche quando non sembra un’affermazione romantica.

Condividere un alloggio e un diario quindi non racconta tutta la storia. Per fare un esempio, due persone riescono a gestire la propria vita quotidiana in modo efficace e raramente parlano delle proprie emozioni. Al contrario, una conversazione attenta può permettere loro di ritrovare un’intimità che avevano trascurato.

Heather McPherson suggerisce di nutrire questa dimensione con domande aperte. In particolare, possiamo chiedere all’altra persona cosa la preoccupa in questo momento, cosa vorrebbe poter condividere di più o quando si sente ascoltata. L’obiettivo è dare loro spazio per rispondere, senza dare per scontato che sappiamo già tutto della loro esperienza.

2. Passione: un impulso che non si limita alla sessualità

La passione è probabilmente la componente più semplice da associare agli inizi di una relazione. Evoca l’attrazione, l’eccitazione delle riunioni e questo desiderio di avvicinarsi a una persona che occupa molto i nostri pensieri.

Nell’intervista Sternberg ricorda tuttavia che può esistere senza essere esclusivamente sessuale. Copre più in generale l’impulso che ci attrae verso gli altri. Ridurre questa dimensione alla frequenza delle segnalazioni fornirebbe quindi una lettura troppo ristretta del modello.

Anche la sua intensità può variare. Heather McPherson spiega che le relazioni attraversano periodi diversi: alcune sono segnate da un desiderio intenso, altre dalla stanchezza, dalla vicinanza emotiva o dalle responsabilità condivise. Un confronto permanente con gli inizi rischia di dimenticare questo contesto.

Quando questa dimensione viene a mancare in uno dei partner, il terapeuta suggerisce di dedicargli tempo e attenzione. Questo può aprire una discussione sui momenti che ciascuna persona vorrebbe vivere insieme. Ricorda anche l’importanza di percepire il proprio partner come una persona intera, con il proprio mondo, al di là dei ruoli di coinquilino o genitore.

3. Impegno: dare un senso condiviso al futuro

L’impegno a volte sembra meno spettacolare della passione. Tuttavia, occupa un posto centrale nella teoria di Sternberg. Comprende sia la decisione di amare qualcuno, sia il desiderio di mantenere questo amore nel tempo.

Un matrimonio o un progetto immobiliare possono renderlo visibile, ma non bastano a descriverne tutte le forme. L’impegno può esprimersi anche attraverso il posto dato agli altri nelle proprie decisioni e il desiderio di cercare insieme una soluzione a un disaccordo.

Dobbiamo ancora sapere cosa tutti mettono dietro questa parola. Progettare insieme, rispettare certi accordi, condividere le responsabilità: i partner possono usare lo stesso termine dandogli significati diversi. Sternberg sottolinea quindi che l’impegno dipende anche dalla struttura e dagli accordi specifici di ciascun rapporto.

Per Heather McPherson, questa dimensione trae vantaggio dall’essere chiarita. La conversazione può concentrarsi sui progetti comuni, sulle aspettative di tutti e sugli accordi che la coppia desidera stabilire. La sfida è rendere queste scelte comprensibili a entrambe le persone, invece di lasciare che si basino esclusivamente su supposizioni.

Perché questi tre pilastri non devono necessariamente essere uguali

Questa è la sfumatura che cambia la lettura del modello: una coppia non deve mantenere sempre la stessa quantità di intimità, passione e impegno. Heather McPherson lo chiarisce nell’articolo. Il triangolo può cambiare forma man mano che la relazione progredisce.

Un periodo difficile o l’arrivo di un figlio possono, ad esempio, dare più spazio all’impegno. Altre volte, la complicità o gli impulsi romantici sono al centro della scena. Queste variazioni da sole non costituiscono un verdetto sul rapporto.

Anche la prospettiva di tutti conta. Secondo Sternberg la vicinanza tra le aspettative dei partner e tra la relazione vissuta e la relazione desiderata aiuta a comprenderne la soddisfazione. Un legame forte può corrispondere ai desideri di due persone, mentre una discrepanza nel luogo dei desideri o dei progetti può richiedere una discussione.

La domanda allora diventa più concreta: la relazione attuale lascia spazio a ciò che conta per ciascuno? Ci permette di parlare di un’aspettativa particolare senza ridurre l’intera coppia a ciò che manca in un dato momento.

Come utilizzare questo triangolo per aprire la discussione

Per esplorare questa idea in coppia, possiamo iniziare nominando ciò che apprezziamo oggi nella relazione. Sentirsi supportati, godere di momenti condivisi o avere fiducia in progetti comuni sono tutti possibili punti di partenza. Allora ognuno può esprimere una dimensione che vorrebbe nutrire di più.

Una formulazione concreta facilita lo scambio. Dire che vorremmo trovare un momento per discutere della nostra giornata esprime un’aspettativa più specifica che un generale rimprovero per la mancanza di vicinanza. Allo stesso modo, parlare di un progetto che desideriamo chiarire dà contenuto a una conversazione sull’impegno.

Heather McPherson, tuttavia, mette in guardia dalla tentazione di trasformare questo triangolo in un nuovo indicatore di performance romantica. Non fornisce né valutazione né garanzia di longevità. La sua utilità sta soprattutto negli scambi che può generare: capire cosa stiamo vivendo, sentire cosa vogliono gli altri e decidere insieme cosa vogliamo mantenere.

Una relazione duratura quindi non assomiglia necessariamente al suo inizio. Può accogliere una passione diversa, un’intimità più profonda e un impegno più esplicito. Il triangolo di Sternberg offre le parole per parlare di questi sviluppi, senza richiedere che l’amore mantenga sempre la stessa forma.

Fonti: l’articolo di Gabrielle Kassel, “Le 3 cose di cui ogni relazione duratura ha bisogno, secondo gli esperti”, ristampato su Yahoo, e la presentazione della teoria dell’amore di Robert J. Sternberg.

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