Ormai sono sul mercato gli occhiali connessi e rappresentano un pericolo per la nostra privacy poiché possiamo essere filmati senza saperlo e senza il nostro consenso. Su questo argomento sono già state presentate diverse denunce.
Infatti, una ventina di donne hanno sporto denuncia dopo essere state filmate per strada da persone che indossavano occhiali connessi.
Una trappola per le donne
Questi video sono stati poi pubblicati su Internet senza il loro consenso. Lo schema di questa trappola è ricorrente: un creatore di contenuti si avvicina a una giovane donna in un luogo pubblico e la filma discretamente utilizzando i suoi occhiali collegati.
Secondo e-Enfance, associazione che gestisce la linea 3018 destinata alle vittime della violenza digitale, il creatore del contenuto vuole intrappolare la giovane e cerca di “provocare una reazione, farla sentire a disagio o metterla in una situazione imbarazzante”. I video vengono poi diffusi sui social network, principalmente TikTok.
Minacce sulle reti
Su Internet, le donne filmate diventano bersaglio di scherni, insulti misogini e persino minacce. È quello che è successo a una giovane donna filmata durante la Fête de la Musique a Parigi, che ha ricevuto commenti di odio e minacce di morte.
Secondo e-Enfance, le vittime sono state filmate principalmente con gli occhiali Meta. Da parte sua, la società afferma che sono state installate misure di sicurezza per limitare questi rischi. Tutti gli occhiali, infatti, sarebbero dotati di una luce LED che lampeggia quando il proprietario filma o scatta foto. Questa luce sarebbe impossibile da spegnere.
2 anni di carcere e 45.000 euro di multa
Martedì 22 settembre la Procura di Parigi ha aperto diverse indagini a seguito di queste denunce. Gli autori dei video potrebbero essere condannati per “diffusione, attraverso un servizio di comunicazione al pubblico online, di un montaggio o di un contenuto generato da un’elaborazione algoritmica non apparente che rappresenti l’immagine o le parole di una persona senza il loro consenso”.
Questo reato è punito con 2 anni di reclusione e 45.000 euro di multa.