Un triangolo bianco bordato di rosso e, al centro, la sagoma di una lince accompagnata dal suo cucciolo. Questo segnale unico deve essere installato tra settembre e ottobre lungo la RN5 e la RN57, nell’Alto Giura. Autorizzato con decreto del 22 luglio 2026, sarà sperimentato su dieci tratti specifici per tre anni. Il suo messaggio è chiaro: un felino minacciato può passare davanti a te e gli incidenti stradali sono oggi la principale causa di mortalità per questa specie in Francia.
Dietro questo disegno si nasconde un dato doloroso: ogni anno, una ventina di linci vengono trovate morte sulle strade, mentre in Francia ne contano solo tra le 150 e le 200.
Un segnale di pericolo, non un nuovo divieto
Giuridicamente questo segnale appartiene alla famiglia dei segnali di pericolo che annunciano il passaggio degli animali selvatici. Finora in Francia figurava ufficialmente un solo animale. Julien Barlet, responsabile del progetto ambiente naturale del Parco naturale regionale dell’Alto Giura, lo ricorda su TF1 info:
Fino ad ora, l’unico segnale normativo sulla fauna selvatica in Francia è un cervo che attraversa la strada.
Concretamente, questo triangolo non crea alcun limite di velocità obbligatorio o multa specifica. Richiede attenzione: togliere il piede dall’acceleratore, guardare le spalle ed essere pronti a frenare, soprattutto al crepuscolo e di notte, quando la lince si muove di più. In ogni caso il codice della strada impone di adeguare la velocità ai pericoli indicati.
Il decreto prevede inoltre di testare tre diverse versioni. Il primo è costituito dal solo pannello e funge da riferimento. La seconda aggiunge un cartello che indica la lunghezza della zona a rischio. Il terzo la associa ad una velocità consigliata, che resta una raccomandazione e non un limite. L’obiettivo è misurare cosa spinge effettivamente i conducenti a rallentare.
Dieci sezioni scelte dove vengono colpite le linci
Sette tratti si trovano sulla RN5, tra Champagnole e Les Rousses, nel Giura. Gli altri tre si trovano sulla RN57, tra Pontarlier e la frontiera svizzera, a Doubs. Secondo il testo tali porzioni corrispondono a settori individuati per il rischio di collisione con felini. La loro lunghezza varia enormemente: la più corta misura appena 150 metri, la più lunga supera i 7 chilometri, per una trentina di chilometri in totale.
Il comunicato stampa congiunto dei Ministeri dell’Interno, della Transizione ecologica e dei Trasporti menziona anche tratti di strade dipartimentali all’interno del perimetro del parco. Per tre anni, lo Stato osserverà il comportamento degli automobilisti e l’efficacia del sistema, prima di prendere in considerazione, se necessario, un’applicazione più ampia. Julien Barlet ha dichiarato a TF1 Info che, in caso di successo, il segnale potrebbe essere integrato nel codice della strada e installato ovunque vivano le linci in Francia.
Ogni anno vengono uccise una ventina di linci, per un numero compreso tra 150 e 200 individui
Circa l’80% della lince francese vive nel massiccio del Giura, a cavallo tra il Doubs, il Giura e l’Ain. La specie è classificata come “in pericolo” nella lista rossa nazionale delle specie minacciate. Per una popolazione così piccola, ogni animale colpito ha un peso notevole. Il comunicato stampa del governo è inequivocabile:
Con una ventina di casi rilevati all’anno nell’ultimo decennio, le collisioni rappresentano la principale causa di mortalità per questa specie.
E questa cifra conta solo i casi rilevati. Gilles Moyne, direttore del Centro Athénas, un centro del Giura che si prende cura della fauna selvatica, stima che la mortalità stradale sia compresa tra 20 e 25 linci all’anno. Secondo lui, dall’inizio degli anni ’20 nella regione sono state uccise 124 linci e solo sette sono sopravvissute.
Perché la lince è così esposta? Le autorità spiegano che occupa un territorio molto vasto, percorre lunghe distanze e difende il suo territorio. Tuttavia, molte strade del massiccio tagliano i corridoi forestali che utilizza. I suoi movimenti lo portano quindi regolarmente ad attraversare la strada.
Vent’anni di attesa e 200 segnali non ufficiali
Il Centro Athénas chiede da circa vent’anni un panel dedicato. In assenza di risposta, l’associazione ha preso l’iniziativa offrendo ai comuni volontari dei cartelli “Attenzione lince” con l’immagine dell’animale. Ne sono stati installati più di 200 in una sessantina di comuni del Doubs, del Giura, dell’Ain e dell’Alta Savoia, come abbiamo segnalato in occasione del lancio di questa iniziativa nel 2022.
Ma poiché questi segnali non sono omologati, non possono essere installati sulle strade nazionali e dipartimentali, proprio dove il traffico è più intenso e dove i felini sono più spesso colpiti. È questa barriera che il decreto di luglio rimuove. Gilles Moyne si è detto molto soddisfatto, pur rammaricandosi della lentezza del processo.
La Francia sta così recuperando terreno rispetto ai suoi vicini meridionali: Spagna e Portogallo utilizzano già segnali analoghi per proteggere la lince iberica, una specie che ha sfiorato l’estinzione prima di ricominciare a risorgere.
Fonte: Légifrance