Il 17 settembre, il Bezos Earth Fund ha annunciato più di 25 milioni di dollari in nuove sovvenzioni per la protezione degli oceani in cinque paesi del Pacifico: Isole Cook, Kiribati, Papua Nuova Guinea, Tonga e Vanuatu. I progetti finanziati coprono più di 625.000 miglia quadrate di oceano, ovvero circa 1,6 milioni di km², quasi tre volte la superficie della Francia continentale.
Questa busta è la seconda parte di un impegno di 100 milioni di dollari per la regione, chiamato “Unlocking Blue Pacific Prosperity”. Un primo ciclo da 37,5 milioni è stato annunciato nel 2025, portando il totale assegnato a 63,3 milioni di dollari. L’iniziativa, sostenuta dai leader regionali, mira a gestire in modo sostenibile tutte le acque del Pacifico e a proteggerne almeno il 30% entro il 2030.
Cinque Paesi, cinque organizzazioni e una prima in alto mare
Le sovvenzioni vengono assegnate alle organizzazioni ambientaliste, paese per paese: BirdLife International per le Isole Cook, Wildlife Conservation Society per Papua Nuova Guinea, TierraMar per Tonga, Live & Learn Environmental Education per Kiribati e Vanuatu.
Gli obiettivi differiscono da paese a paese. La Papua Nuova Guinea, le cui acque fanno parte del Triangolo del Corallo, sta lavorando alla sua prima grande area marina protetta offshore. Tonga, che si è impegnata a proteggere il 30% dei suoi oceani, vuole creare nuove aree protette nelle acque che fungono da rifugio per le megattere. Nelle Isole Cook, il denaro sostiene Marae Moana, un parco marino che copre l’intero oceano del paese, coprendo più di 734.000 miglia quadrate. A Kiribati si tratta di pianificare e identificare le aree prioritarie. Vanuatu ha già completato il suo piano nazionale di sviluppo marino e deve ora attuarlo.
Una sesta sovvenzione va all’organizzazione Rare, che aiuterà i governi del Pacifico a elaborare alcune delle prime proposte per aree protette in alto mare. Il Trattato delle Nazioni Unite sull’alto mare, entrato in vigore nel gennaio 2026, crea un percorso legale per istituire aree marine protette nelle acque internazionali. Palau è stato il primo paese a ratificarlo.
Lauren Sánchez Bezos, vicepresidente del fondo, ha presentato queste sovvenzioni parlando di un viaggio nella regione quest’estate. Ecco cosa dice nel comunicato stampa del fondo (tradotto dall’inglese):
Lì, l’oceano non è solo una bella vista. È la strada, la dispensa, il cortile.
Un oceano sotto pressione
Questi annunci arrivano in una regione che è influenzata negativamente dal clima. In un rapporto pubblicato il 7 luglio, l’Organizzazione meteorologica mondiale ha affermato che il 2025 è stato il secondo anno più caldo mai registrato nel Pacifico sudoccidentale, dietro al 2024. Le ondate di caldo marino hanno colpito quasi l’intera superficie oceanica della regione, con una magnitudo mai vista in un anno senza il fenomeno di El Niño.
I risultati rivendicati dal fondo e un calendario serrato
Secondo il fondo, con questo secondo ciclo, 17 dei 22 paesi e territori del Pacifico stanno ora lavorando per proteggere o gestire in modo sostenibile le proprie acque. Cita due esempi legati alla prima tornata di sovvenzioni: la Polinesia francese, che quest’anno avrebbe creato la più grande rete mondiale di aree marine completamente protette, coprendo quasi 625.000 miglia quadrate, e Niue, che protegge già il 40% delle sue acque nazionali.
Resta la promessa iniziale. Nel 2020 Jeff Bezos si è impegnato a donare 10 miliardi di dollari per la lotta al cambiamento climatico, da distribuire entro la fine del 2030. Secondo i conteggi diffusi dalla stampa americana, finora sono stati stanziati circa 2,4 miliardi di dollari, e ne restano quindi più di 7. Il fondo ha indicato a Bloomberg a maggio che le sue allocazioni annuali erano aumentate ad almeno 400 milioni di dollari quest’anno, rispetto ai 183 milioni del 2025, e che intendeva mantenere l’intero impegno.
Un semplice calcolo dà la misura del divario: distribuire più di 7 miliardi in circa quattro anni equivarrebbe a donare in media più di 1,5 miliardi all’anno, ovvero circa quattro volte il tasso annunciato per il 2026.
Fonte: Bezos Earth Fund & Fortune