Il 6 settembre Jayesh Dumadiya è tornato da una pattuglia di routine. L’ufficiale forestale di 32 anni sta cavalcando vicino a Kala Dungar, il punto più alto in un’area collinare e semi-arida nel distretto di Kutch, nello stato del Gujarat in India.
Sono circa le 19:30. La notte comincia a scendere su questa regione isolata vicino al confine occidentale del paese. Davanti al veicolo della squadra forestale, un grosso rettile attraversa improvvisamente la pista.
Un’intrusione seguita da un incontro inaspettato
L’animale è un serpente reale dalla testa nera. Questo rettile non velenoso si trova frequentemente nei deserti e nelle foreste dell’Asia meridionale. La squadra decide di fermare il veicolo. Jayesh Dumadiya scende con l’intenzione di fotografare l’esemplare.
Di fronte al gruppo, il serpente adotta una postura difensiva e trova rifugio direttamente all’interno del veicolo forestale. Mentre gli uomini cercano di far uscire l’animale dalla capanna, sulla strada asfaltata appare un secondo serpente.
Questo serpente, apparso sulla strada, era nuovo per me. Ho scattato foto e video e li ho inviati a esperti, soccorritori e scienziati.
La risposta degli specialisti è unanime. Il rettile fotografato al tramonto è un serpente delle sabbie afro-asiatico (Psammophis schokari). Questa specie fine e veloce vive solitamente in habitat molto aridi, dal Gujarat alle coste dell’Africa occidentale. È un animale semiveleno che caccia roditori e piccole lucertole in pieno giorno e che rimane innocuo per l’uomo. Se è noto agli scienziati, la sua presenza in questo luogo preciso è un evento storico.
Convalida di una spedizione del 1872
L’ultimo avvistamento confermato di questa specie nel distretto di Kutch risale a oltre 150 anni fa. Fu il paleontologo e naturalista ceco Ferdinand Stoliczka a documentarne l’esistenza nella regione nel 1872. Questo ricercatore, addetto al Geological Survey of India a Calcutta, trascorse una dozzina di anni viaggiando nel subcontinente, nell’Himalaya, in Birmania e nelle isole Andamane.
La riscoperta dello Schokari Sand Racer di Jayesh Dumania Rfo Bhuj Nord a Kutch, Gujarat Lo Schokari Sand Racer (Psammophis schokari), un serpente afro-asiatico, ha un affascinante legame storico con Kutch. Durante la sua indagine del 1871–72 su Kutch, il famoso naturalista Ferdinand Stoliczka (1838–1874) raccolse esemplari di serpenti della sabbia e descrisse Psammophis sindanus nel 1872 nel Journal of the Asiatic Society of Bengal. Il taxon Psammophis sindanus fu successivamente trattato come un sinonimo junior di Psammophis schokari. 📍 Località storica: Kutch, Gujarat 🔬 Collezionista: Ferdinand Stoliczka 📖 Registrato: 1872 🐍 Specie: Psammophis schokari – Schokari Sand Racer Questo documento storico evidenzia la ricca diversità di rettili dei paesaggi aridi di Kutch e il valore duraturo delle collezioni scientifiche e dei documenti storici sulla biodiversità. Un record vecchio di un secolo, che riporta alla luce il patrimonio dei rettili del Gujarat. #Rettili #SandRacer #Kutch #Storia #Gujarat #Specie #GujaratForestDept
– GujaratForestDept (@GujForestDept) 21 settembre 2026
Tra l’ottobre 1871 e il marzo 1872 Ferdinand Stoliczka condusse un’ampia indagine zoologica a Kutch. I suoi appunti, pubblicati sul Journal of the Asiatic Society of Bengal, costituiscono i primi importanti documenti storici sui rettili del Gujarat. Da quando ha raccolto il suo campione, nessuno è stato in grado di fornire prove visive inconfutabili della presenza del serpente della sabbia afro-asiatico nella zona.
Un ecosistema che nasconde ancora le sue specie
Per Dheeraj Mittal, conservatore delle foreste del Kutch, questa riscoperta convalida il lavoro secolare del naturalista ceco. Negli ultimi decenni erano circolate notizie non confermate, ma nessuna aveva permesso di autenticare l’animale con immagini.
Verificare fisicamente nel 2026 un rapporto effettuato nel 1872 come parte di una spedizione è un evento importante. Il serpente è endemico di paesaggi come Kutch, ma questo avvistamento è una sorta di riscoperta.
Le autorità forestali intendono trasmettere questi nuovi elementi visivi alle riviste scientifiche e ambientali. Se la regione del Kutch viene spesso percepita come una zona arida e ostile, questo aspetto notturno ci ricorda l’entità della sua biodiversità. Una fauna silenziosa che, secondo l’ufficiale Jayesh Dumadiya, ora necessita di maggiore protezione e studi sul campo.
Fonte: L’Indian Express