In congedo per malattia, viene sorpreso su Facebook mentre cerca di... sputare fuoco su un cavallo, il suo datore di lavoro intraprende un'azione legale

In congedo per malattia, viene sorpreso su Facebook mentre cerca di… sputare fuoco su un cavallo, il suo datore di lavoro intraprende un’azione legale

Scritto da: Daniele Traverso - il 8 Giugno 2026

Un dipendente, in aspettativa per malattia professionale, è apparso sui social network praticando un’attività fisica e rischiosa, provocando così l’ira del suo datore di lavoro.

È una storia incredibile!

Un uomo, presumibilmente in congedo per malattia, è stato sorpreso sui social mentre svolgeva attività apparentemente incompatibili con la presunta malattia di cui soffriva. Infuriato, il suo datore di lavoro ha allora adito le vie legali, ma la decisione di quest’ultimo si è rivelata inaspettata.

Smettere di lavorare in Francia

Sputa fuoco su un cavallo mentre è… in congedo per malattia professionale.

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Raccontato dal Journal du Net, questo caso è iniziato il 12 marzo 2018 quando un certo Maurice (nome cambiato), impiegato in un’officina meccanica, è rimasto gravemente ferito sul posto di lavoro lussandosi il gomito. Questo infortunio si verifica quando il lavoratore non conta le ore da mesi svolgendo non una, ma due attività professionali. Oltre al suo lavoro, Maurice gestisce un’azienda agricola con 60 capi di bestiame. Un lavoro lungo ed estenuante che, unito alla fabbrica, si rivela estremamente difficile.

Esausto, il suo corpo gli manda un segnale forte quando la lussazione lo manda in ospedale. Messo in congedo per malattia, Maurice, la cui salute non ha fatto altro che peggiorare nelle settimane precedenti, decide finalmente di agire per ottenere il riconoscimento di una malattia professionale. Il 31 maggio 2018 ha quindi presentato una dichiarazione ufficiale all’assicurazione sanitaria affinché il suo caso potesse essere studiato davanti al comitato regionale per il riconoscimento delle malattie professionali (CRRMP). Una condizione sine qua non per ottenere il sostegno.

Ma con il passare delle settimane e mentre è ancora in ferie in attesa della decisione del CRRMP, Maurice attira improvvisamente l’ira del suo datore di lavoro. Privato del suo personale da molti mesi, quest’ultimo scopre così sui social network che il suo dipendente, nonostante sia in aspettativa per malattia professionale, svolge… attività fisiche e perfino pericolose.

In diverse pubblicazioni pubblicate su Facebook, appare Maurice… che sputa fuoco su un cavallo. Infuriato, il suo capo ha immediatamente chiesto a un ufficiale giudiziario di redigere un verbale, sulla base delle foto visibili sul web, il 16 luglio 2018. Nel frattempo, la malattia professionale di Maurice è stata ufficialmente riconosciuta il 29 dicembre 2020. La cui principale conseguenza è stata l’attivazione della copertura delle sue cure da parte dell’assicurazione sanitaria. Temendo, a sua volta, un aumento dei suoi contributi, il suo datore di lavoro ha contestato il parere del CRRMP presentando una richiesta dinanzi alla Commissione di ricorso amichevole (CRA). Ma questo è stato respinto il 6 aprile 2021.

Questa battuta d’arresto non ha fermato l’azienda, che ha poi deciso di intraprendere un’azione legale. L’obiettivo è dimostrare che l’incapacità del suo ex dipendente deriva anche dalle sue attività extraprofessionali e non solo dal suo impiego in officina.

Facciata di un tribunale francese

Qual è il prossimo passo? Un lungo percorso giudiziario sfociato infine, in appello, in una decisione favorevole alla società. I giudici si sono quindi pronunciati in favore del datore di lavoro ritenendo che le attività extraprofessionali di Maurice potessero essere la causa della sua malattia.

Se grazie a questa sentenza l’azienda ha potuto evitare un aumento dei suoi contributi, Maurice ha comunque ottenuto la conferma che la sua malattia professionale era stata effettivamente riconosciuta. Ha quindi continuato a beneficiare del regime di compensazione, interamente coperto dall’assicurazione sanitaria.

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