L’artista Banksy è stato finalmente smascherato dai giornalisti americani. La fine di un mistero che in molti avevano tentato, invano, di risolvere.
Il mondo della street art, e più in generale della cultura, è oggi in subbuglio, dopo la rivelazione inaspettata di un segreto che credevamo ben custodito.
È stata finalmente svelata l’identità di Banksy, uno degli artisti più misteriosi del nostro tempo, i cui famosi stencil hanno fatto il giro del mondo.
In ogni caso, questo è quanto si legge in una lunga inchiesta giornalistica, pubblicata venerdì 13 marzo.
Finalmente conosciamo il nome della persona dietro l’artista Banksy
I giornalisti britannici dell’agenzia americana Reuters affermano di aver scoperto chi si nascondeva dietro l’artista Banksy, dopo aver indagato a lungo sull’argomento.
Un lavoro a lungo termine che avrebbe permesso di chiarire uno dei più grandi misteri degli ultimi vent’anni. Quindi non ha senso prolungare ulteriormente la suspense. Secondo questa indagine Banksy sarebbe quindi lo pseudonimo di un certo Robin Gunningham, nato nella città inglese di Bristol nel 1973. Un’ipotesi già avanzata in un’indagine di Posta domenicapubblicato nel 2008.
Per giungere a questa conclusione, i giornalisti della Reuters hanno trovato e intervistato una dozzina di persone vicine a Banksy. Se questi ultimi naturalmente si rifiutarono di rivelare l’identità dell’artista, rivelarono tuttavia dettagli significativi sulla sua vita.
Anche gli archivi giudiziari americani, risalenti ai primi anni 2000, avrebbero permesso ai giornalisti di ritrovare un documento che provasse la loro teoria. Si tratterebbe di confessioni scritte a mano e firmate da Robin Gunningham, in cui ammetteva di aver sabotato un cartellone pubblicitario a New York. Incrociando questa informazione con quella, anch’essa documentata, di un soggiorno di Banksy, contemporaneamente, in un albergo situato nei pressi del luogo di questo atto vandalico, gli autori hanno acquisito la ferma convinzione che non potesse trattarsi di una coincidenza.
Infine, l’indagine ha portato i giornalisti in Ucraina, dove Banksy aveva rivendicato diversi stencil nel 2022. Lì, membri dei servizi locali di immigrazione li hanno informati del passaggio, all’epoca, di un uomo di nome David Jones (probabilmente un nome falso) nato, secondo il suo passaporto, il… lo stesso giorno di Robin Gunningham, arrestato a New York.
Elementi inquietanti che alla fine hanno convinto gli autori dell’indagine, che hanno deciso di rendere pubbliche le loro conclusioni, nonostante le ripetute richieste dell’avvocato di Banksy di non farlo.
Secondo quest’ultimo tali rivelazioni potrebbero infatti minacciare la vita privata oltre che le opere dell’artista.

