Uno studio, pubblicato giovedì 2 aprile dall’Agenzia francese per la sanità pubblica (SpF) e dall’Istituto nazionale di ricerca per l’agricoltura, l’alimentazione e l’ambiente (Inrae), indica che il Nutri-score di un prodotto non ha necessariamente influenzato il suo prezzo.
Nell’immaginario collettivo mangiare meglio significa spendere di più, per avere prodotti di migliore qualità. Tuttavia, sembra che questa correlazione non sia così evidente. Questo giovedì 2 aprile, i ricercatori dell’SpF e dell’INRAE hanno pubblicato uno studio per dimostrare che è possibile mangiare più sano senza spendere di più.
I ricercatori hanno analizzato quasi 28.000 prodotti, suddivisi in 22 categorie alimentari tra gennaio 2020 e dicembre 2023. Risultato: nessuna regola generale collega prezzo e punteggio Nutri. In alcune categorie, come yogurt o sughi per pasta, i prodotti con valutazioni positive sono addirittura meno costosi di quelli con valutazioni inferiori.
Un’altra osservazione: i marchi che non mostrano ancora il Nutri-score spesso offrono prodotti più costosi. Questa osservazione può essere spiegata dal massiccio impegno nell’approccio Nutri-score dei marchi distributori, che offrono prezzi in media più bassi rispetto ad altri marchi.
Il Nutri-score per orientare i consumatori verso gli alimenti più sani
Come spiegato dalla dott.ssa Caroline Semaille, direttrice generale della sanità pubblica francese, l’alimentazione costituisce un importante determinante della salute:
“In Francia, il 47% della popolazione è in sovrappeso e il 17% obeso. Sappiamo che il consumo di fibre, verdura o frutta ha un effetto protettivo, mentre una dieta troppo ricca di sale, prodotti trasformati o salumi aumenta il rischio di malattie croniche.”
Creato nel 2017, il Nutri-score è questo logo colorato, dal verde al rosso e dalla A alla E, apposto sulla parte anteriore della confezione. Supportato dalle autorità pubbliche, aiuta i consumatori a identificare a colpo d’occhio la qualità nutrizionale dei prodotti e incoraggia i produttori a migliorare la qualità dei loro prodotti.
La prova che non è necessariamente necessario pagare di più per mangiare bene.

