Un bicchiere rovesciato sul ragno, un foglio di carta infilato sotto, diretto verso il giardino: per molti, questo gesto è un piccolo atto di gentilezza. Solo che, secondo l’aracnologo Rod Crawford, del Burke Museum di Seattle (Università di Washington), meno del 5% dei ragni che vediamo all’interno di una casa in genere hanno già messo una zampa all’esterno.
In altre parole, non stiamo realmente “rimettendo” il ragno a casa: lo stiamo spostando da un habitat che conosce a un ambiente dove non ha punti di riferimento. Questo specialista difende questa idea da anni sulla pagina “Spider Myths” del suo museo.
Ragni che vivono nelle case fin dall’Impero Romano
Per Rod Crawford, i ragni che incontriamo nelle case generalmente non sono della stessa specie di quelli in giardino. Appartengono ad un ristretto numero di specie adattate alla vita in ambienti chiusi, dove il clima è costante, il cibo scarso e l’acqua molto difficile da reperire. Alcuni hanno occupato le case almeno fin dai tempi dell’Impero Romano e raramente si trovano fuori, anche nella loro regione di origine, il più delle volte in Europa.
Colonizzano nuove abitazioni sotto forma di bozzoli di uova, trasportate con mobili o materiali da costruzione. Non sono quindi visitatori del giardino, ma occupanti del luogo. Sul sito del museo, l’aracnologo riassume la sua posizione in una frase (tradotta dall’inglese):
Non puoi rimettere fuori qualcosa che non è mai stato lì.
Presenta comunque una sfumatura: alcune specie indoor possono sopravvivere all’esterno, ma la maggior parte si comporta male lì, e quelle originarie di un altro clima possono morire abbastanza rapidamente una volta che lasciano il loro rifugio. Nell’area di Seattle, tra circa 170 specie di ragni, solo 8 si trovano comunemente sia all’aperto che nelle case.
Il caso del ragno domestico americano
Rod Crawford cita l’esempio del ragno domestico americano (Parasteatoda tepidariorum), probabilmente originario del nord del Sud America. Potresti pensare che potrebbe vivere fuori, ma non lo trova mai in natura a Seattle, solo in rifugi costruiti dall’uomo: edifici, mucchi di mattoni, mucchi di detriti o muri di sostegno, ha spiegato a WordsSideKick.com.
Il ragionamento vale anche per le specie arrivate da lontano molto tempo fa. Anche se i loro antenati hanno fatto il viaggio decenni o addirittura secoli fa, un ragno che è diventato un ragno domestico ha buone probabilità di morire all’aperto, ha detto. Per una specie locale, invece, il giardino resta territorio familiare.
Una volta fuori, il ragno indoor deve affrontare anche predatori, pesticidi e variazioni di temperatura, ricorda Scienze Futura, che menziona anche il rischio di conflitti con specie già insediate nel giardino.
E in Francia, cosa pensare del grande ragno autunnale?
Le osservazioni di Rod Crawford provengono principalmente dalla zona di Seattle, e i consigli differiscono da un media francese all’altro. Il sito OOTravaux spiega che i grandi tegenari che attraversano il soggiorno alla fine dell’estate sono principalmente maschi andati alla ricerca di una femmina, il periodo è quello della riproduzione. Christine Rollard, araneologa del Museo Nazionale di Storia Naturale, riassume la situazione come segue, citata dal sito:
Si tratta di Romeo alla ricerca della sua Giulietta.
Sempre secondo OOTravaux molti di questi ragni vivono già tutto l’anno nelle cantine, nei garage e nelle soffitte e in questo periodo arrivano anche nei soggiorni. Rod Crawford aggiunge un dettaglio utile: i ragni grandi, pelosi e veloci che vedi in casa non sono quasi mai ragni lupo, che cacciano senza ragnatele e vivono all’aperto, ma sono spesso ragni domestici maschi.
Risultato: non esiste una regola universale. Una specie da esterno può essere liberata vicino casa, in una zona vegetata, mentre una specie da interno è preferibile in luogo riparato. Per scoprire con chi si ha a che fare, Futura Sciences consiglia di rivolgersi alle guide regionali di identificazione, alla piattaforma naturalista iNaturalist o alle associazioni di entomologia.
Cosa fare al posto del bicchiere e del foglio di carta?
Le fonti consultate convergono su pochi semplici gesti:
- Lascia stare: respinge mosche, zanzare e tarme, e in generale non rappresenta alcun pericolo per l’uomo, ricorda Futura Sciences.
- Spostalo in una stanza poco trafficata, come una cantina, un garage o una casetta da giardino, se la sua presenza è davvero inquietante.
- Rilascialo all’esterno solo se sei sicuro che si tratti di una specie da esterno, in una zona vegetata vicino alla casa.
- Sigillare le fessure nei muri per limitare l’ingresso senza danneggiare i ragni, un’opzione menzionata anche da Futura Sciences.
Rod Crawford riassume la sua filosofia in una formula: salutarli con un cenno della mano al loro passaggio, perché questi ragni sono soprattutto innocui e utili. Aggiunge un promemoria che mette le cose in prospettiva: dove si trova la tua casa, lì c’è già da milioni di anni l’habitat dei ragni.
Fonte: Burke Museum e Futura Sciences