Un geologo scopre l'acqua più antica della Terra, isolata da 2 miliardi di anni, e decide di assaggiarla

Un geologo scopre l’acqua più antica della Terra, isolata da 2 miliardi di anni, e decide di assaggiarla

Scritto da: Daniele Traverso - il 19 Luglio 2026

Quasi tre chilometri sotto una miniera a Timmins, Ontario (Canasa), i ricercatori hanno scoperto l’acqua più antica mai trovata sulla Terra: un fluido denso e salato intrappolato nella solida roccia per circa due miliardi di anni, isolato molto prima della comparsa di piante, animali o quasi ogni forma di vita complessa.

L’equipe ha datato quest’acqua utilizzando i gas che contiene, e la geologa che ha guidato il lavoro, Barbara Sherwood Lollar dell’Università di Toronto, ne ha confermato la natura nel modo più diretto possibile: assaggiandola.

Questa scoperta ha un’importanza che va ben oltre la sua epoca record. Quest’acqua non è sterile. Ospita silenziosamente microrganismi che non hanno mai avuto bisogno della luce solare, e le sue proprietà chimiche ora aiutano gli scienziati a determinare dove cercare tracce di vita oltre il nostro pianeta, che si tratti delle profondità sotterranee di Marte o degli oceani sepolti sotto il ghiaccio delle lune ghiacciate.

Quest’acqua proviene dalla Kidd Creek Mine, una delle miniere di metalli di base più profonde del pianeta, dove gli equipaggi estraggono rame, zinco e argento da oltre due chilometri di profondità.

Nel 2013, i ricercatori hanno campionato acqua di circa 1,5 miliardi di anni da fratture profonde 2,4 chilometri, il che era già un risultato sorprendente. Quando i minatori hanno perforato ancora più in profondità, quasi tre chilometri, hanno scoperto un fluido ancora più antico che scorreva dalla roccia e le analisi hanno fatto risalire la sua età a circa due miliardi di anni.

La miniera di Timmins in Ontario

Questi risultati, rivelati alla riunione del 2016 dell’American Geophysical Union, hanno rapidamente fatto il giro del mondo e hanno fatto guadagnare a questo fluido un posto nei libri dei record come l’acqua più antica conosciuta sulla Terra.

Datare l’acqua non è come datare un osso o un pezzo di carbone, perché non esiste un “orologio al carbonio” da decifrare. Il team di Sherwood Lollar ha invece misurato i gas nobili, tra cui elio, neon, argon e xeno, che si accumulano gradualmente nell’acqua quando rimane intrappolata nel sottosuolo, alimentati dal lento decadimento radioattivo degli elementi nella roccia circostante.

Più a lungo l’acqua viene isolata, più accumula questi gas, permettendo ai ricercatori di analizzarla quasi come se fosse una serie di anelli di crescita invisibili e di stabilire un’età compresa tra 1,5 e 2,6 miliardi di anni.

Per Sherwood Lollar, questo isolamento è essenziale, perché significa che questo fluido è un campione sigillato del lontano passato del pianeta, la cui composizione chimica è stata preservata da un’epoca in cui l’atmosfera terrestre e gli oceani non erano per niente come sono oggi.

Acqua di 2 miliardi di anni

Qui non c’è un lago sotterraneo luminoso, ma solo acqua che scorre, litro dopo litro, da fessure nella roccia antica, e non assomiglia per niente alle fresche acque sotterranee che la maggior parte di noi immagina.

Acqua con salinità 10 volte superiore all’acqua di mare

Sherwood Lollar, che ha trascorso gran parte della sua carriera alla ricerca proprio di questo tipo di fluido nelle miniere dello Scudo canadese e oltre, ha descritto ciò che ha trovato come “niente di straordinario”spiegando che quest’acqua può presentarsi “una salinità fino a dieci volte superiore a quella dell’acqua di mare” e chiamandolo “vera prova”.

Questa salinità estrema è di per sé un indizio, poiché queste acque profonde diventano sempre più salate quanto più a lungo rimangono sepolte. Quindi la sensazione di bruciore sulla lingua era, in effetti, una stima approssimativa della sua età.

Ciò che lo distingue davvero è che l’acqua è viva. Nonostante sia rimasto due miliardi di anni senza un singolo raggio di luce solare, ospita microbi che sopravvivono attraverso la chimica piuttosto che la fotosintesi, nutrendosi dell’idrogeno e dei composti di zolfo rilasciati quando l’acqua reagisce con la roccia circostante.

“Per noi, questo lo rende molto più interessante, è pieno di energia chimica per la vita, e questo è uno dei motivi per cui lo studiamo”

Acqua di 2 miliardi di anni

La scoperta si aggiunge a un crescente numero di prove che la vita non è solo una sottile pellicola aggrappata alla superficie illuminata dal sole, ma che si nasconde in profondità nelle parti oscure e nascoste del pianeta, prosperando intorno alle sorgenti idrotermali, nelle caverne e nell’acqua rinchiusa all’interno di rocce solide. Tagliati fuori da tutto il resto, questi organismi si muovono al rallentatore estremo, a ricordare quanto poco tempo ci vuole perché la vita continui.

Per decenni si è creduto che la vita fosse aggrappata alla pelle sottile e soleggiata del pianeta, ma l’acqua così antica, così profonda e così viva suggerisce che la storia va molto più in profondità, letteralmente, di quanto tendiamo a supporre.

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