Nel 1960 piantò un germoglio in una bottiglia di vetro e la chiuse con un tappo di sughero: annaffiato una sola volta nel 1972, il suo orto finì per riempire tutta la bottiglia

Nel 1960 piantò un germoglio in una bottiglia di vetro e la chiuse con un tappo di sughero: annaffiato una sola volta nel 1972, il suo orto finì per riempire tutta la bottiglia

Scritto da: Daniele Traverso - il 7 Novembre 2026

Avere il pollice verde non è cosa da tutti. David Latimer, ex ingegnere elettrico britannico, sa come prendersi cura delle piante.

La prova: è riuscito a creare un terrario gigante in una damigiana di vetro. Ancora più sorprendente: questo piccolo ecosistema non ha bisogno di una sola goccia d’acqua dagli anni ’70, riporta il sito Gizmodo.

Nel 1960 mette una giovane pianta in una damigiana di vetro

Nel 1960, David Latimer, un appassionato di giardinaggio che viveva nel Surrey, decise di condurre un esperimento. Poi pone la terra, giovane germoglio di miseria (tradescantia) e circa 14 cl di acqua in una damigiana di vetro da circa 38 litri, quindi chiudetela con un tappo.

Dodici anni dopo, nel 1972, riaprì il contenitore per aggiungere un po’ d’acqua, prima di richiuderlo. Da allora la pianta erbacea è fiorita al punto da formare un vero e proprio ecosistema. Impressionante, non è vero?

La damigiana di vetro

Lo annaffiò un’ultima volta nel 1972

Nel 2013, all’età di 80 anni, David Latimer parlò del suo giardino nel programma inglese Gardeners’ Question Time, in onda su BBC Radio 4.

L’ottuagenario ha poi assicurato di non aver annaffiato né aperto la bottiglia dal 1972, ovvero 41 anni. Tuttavia, a volte doveva ruotarla in modo che la pianta potesse sfruttare al meglio la luce.

Quest’ultimo è cresciuto anche fino alle pareti della bottiglia. Si trovava allora a circa un metro e ottanta da una finestra della casa della famiglia di David Latimer.

All’epoca i conduttori dello spettacolo gli spiegarono che si trattava di un buon esempio del funzionamento autonomo di un ecosistema vegetale.

La damigiana di vetro

L’ecosistema continua a svilupparsi in bottiglia

Come funziona? Nella bottiglia, la pianta assorbe l’anidride carbonica dall’aria e utilizza la luce esterna per svolgere la fotosintesi.

Da parte sua, l’acqua evapora e poi si condensa a contatto con le pareti di vetro. Risultato: cade sotto forma di goccioline nella terra, sulle radici e sulle foglie. Grazie a questo procedimento la pianta continua a crescere anche senza annaffiare.

David Latimer posa con la damigiana di vetro

Il problema? Alcuni scettici non sembrano essere convinti e si chiedono come un simile ecosistema possa sopravvivere così a lungo?

Gli internauti si sono infatti interrogati sulla circolazione dell’anidride carbonica all’interno della bottiglia, mentre altri hanno avanzato una teoria: il tappo di sughero, che non è completamente impermeabile, avrebbe potuto lasciare passare alcuni gas dall’esterno.

In altre parole, questo ricambio d’aria potrebbe aiutare a mantenere in vita la pianta. Un’ipotesi ancora da confermare…

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