Ogni ondata di caldo porta nei parcheggi la stessa scena: un cane lasciato solo in macchina, in pieno sole, “giusto il tempo per una corsa”. Ciò che sembra innocuo può uccidere l’animale in pochi minuti e costarti caro. Facciamo il punto su cosa dice la legge e sul giusto riflesso nel caso in cui ti imbatti in un cane in difficoltà.
Una macchina parcheggiata al sole è un forno. Anche con il finestrino socchiuso, nell’abitacolo si possono superare i 50°C in meno di un quarto d’ora quando fa molto caldo. Il problema è che il cane regola male la temperatura: si raffredda principalmente ansimando. Quando l’aria che si respira è già calda, questo sistema non basta più, e il colpo di calore si manifesta con una velocità che sorprende sempre i proprietari. I danni vanno da lesioni gravi alla morte.
Perché un’auto diventa una trappola mortale
Tendiamo a rassicurarci dicendoci che abbiamo solo cinque minuti. Solo che l’aumento della temperatura non fornisce alcun preavviso. L’abitacolo accumula calore come una serra e il finestrino semiaperto non cambia quasi nulla. Per un animale che non suda come noi, è una situazione in cui ogni minuto conta.
Leggi anche: Perché alcuni frutti possono uccidere il tuo cane senza che tu lo sappia
Cani che soffrono maggiormente il caldo
Non tutti i cani sono sulla stessa barca. Le razze con il muso schiacciato, come il bulldog francese, il carlino o il boxer, sono le più esposte: il loro muso corto limita meccanicamente il raffreddamento attraverso l’ansimare. I gatti, ritenuti indistruttibili, possono morire anche sopra i 40°C. Per quanto riguarda i piccoli mammiferi come conigli o criceti, le loro piccole dimensioni li disidratano ancora più rapidamente.
Ciò che rischia davvero il proprietario
Lasciare il cane in macchina non è vietato in quanto tale. Ma lo diventa nel momento in cui le condizioni mettono a rischio la salute, e questo è esattamente il caso in caso di calore elevato. Dalla legge del 30 novembre 2021 l’animale è riconosciuto come essere senziente e il codice penale penalizza sia l’incuria che il maltrattamento, con multe che possono arrivare fino a 750 euro. Nelle situazioni più gravi, il giudice può anche allontanare definitivamente l’animale dal suo proprietario e affidarlo ad un’associazione.
Possiamo rompere la finestra?
Questa è la domanda che ci si pone ogni estate, e la risposta merita di essere precisa. Il primo istinto non è rompere la finestra, ma chiamare la polizia o la gendarmeria. La legge del 6 gennaio 1999 consente l’apertura di un veicolo quando un animale è chiuso a chiave all’interno e in pericolo, a condizione che un rappresentante della polizia sia presente al momento dell’apertura.
La rottura dei vetri è quindi riservata ai casi veramente critici: animale privo di sensi, difficoltà respiratorie, caldo estremo e proprietario irreperibile nonostante le chiamate. Se si arriva a questo, fallo davanti a testimoni e dopo aver avvisato i servizi di emergenza. È quanto sottolineano sia la SPA che il Viminale.
Buone azioni una volta liberato l’animale
Una volta che il cane è sceso dall’auto, bisogna andare velocemente, ma senza fretta goffa. Lo mettiamo all’ombra, gli offriamo piccoli sorsi di acqua fresca senza mai forzarlo, e raffreddiamo poco a poco il suo corpo con un panno umido. Soprattutto, non versate acqua ghiacciata tutta in una volta: gli provocherebbe un altro shock termico. Al minimo segno di disagio, vai dal veterinario con urgenza, senza esitazione.
Da ricordare
Nessuna corsa, per quanto veloce, vale la vita di un animale. Se dovete uscire quando fa caldo, l’unica cosa veramente sicura da fare è lasciare il cane a casa, in un luogo fresco. E se dietro un parabrezza vi imbattete in un animale in pericolo, la reazione giusta sta in una sola parola: chiamate immediatamente la polizia.