Quanto devi possedere per far parte delle famiglie più ricche del paese? L’INSEE ha la risposta, ed è vertiginosa. Secondo la sua ultima indagine sulla ricchezza, condotta tra giugno 2023 e gennaio 2024 tra quasi 12.000 famiglie, è necessario detenere più di 857.700 euro di patrimonio per entrare nel 10% più dotato della Francia.
All’estremo opposto, il 10% delle famiglie meno abbienti possiede meno di 6.200 euro, più o meno il valore di un’auto usata, come sottolinea l’Osservatorio sulle disuguaglianze. In altre parole, la soglia di ingresso in cima alla scala è circa 138 volte più alta del tetto in fondo. Tra i due, la metà delle famiglie possiede più di 205.100 euro, l’altra metà meno.
Differenze molto più spettacolari che per il reddito
Queste cifre estendono quelle che abbiamo pubblicato sulle soglie di reddito della classe media. Ma nel campo del patrimonio, le disuguaglianze cambiano di scala. Secondo l’INSEE, il 10% delle famiglie più dotate rappresenta il 48% della ricchezza lorda totale del paese. In termini di reddito, il 10% più ricco rappresenta solo un quarto della massa del tenore di vita.
Lo conferma l’indice di Gini, che misura le disuguaglianze su una scala da 0 a 1: raggiunge 0,652 per la ricchezza nel 2024, contro 0,299 per il tenore di vita. La metà meno abbiente delle famiglie rappresenta appena il 7% del totale.
Il motivo sta in una semplice differenza. Ogni mese si riceve uno stipendio, mentre la ricchezza si accumula negli anni, grazie a risparmi, eredità e donazioni. I più vecchi quindi ne hanno di più meccanicamente, e le lacune si allargano nel tempo. L’INSEE lo riassume così:
È uno stock, mentre il reddito corrisponde a un flusso
E il divario continua ad ampliarsi. Le disuguaglianze patrimoniali sono leggermente aumentate dal 2015, guidate principalmente dal settore immobiliare.
Un dato da leggere con cautela
L’importo di 857.700 euro corrisponde al patrimonio lordo, cioè al valore totale di ciò che possiede una famiglia, senza prelevare crediti correnti. A questo si aggiunge l’abitazione principale, l’eventuale alloggio in affitto, i risparmi, le assicurazioni sulla vita, le azioni, l’azienda di famiglia, ma anche l’auto, i gioielli o le opere d’arte. Dedotti i prestiti, la soglia per il 10% più dotato scende a 750.400 euro.
Altra sottigliezza: questi importi riguardano le famiglie, non i singoli individui. Una coppia che possiede una casa e ha un’assicurazione sulla vita condivide gli stessi beni. L’Osservatorio sulle disuguaglianze, che fissa la propria soglia di ricchezza a 820.400 euro, ovvero quattro volte la ricchezza mediana, ricorda che questa rappresenta circa 400.000 euro per persona in una coppia. Secondo i suoi calcoli, 3,4 milioni di famiglie superano questo traguardo, ovvero l’11% di esse.
Per molti, questa fortuna dipende principalmente da un tetto sopra la testa. Per la metà delle famiglie, quelle che possiedono tra 112.100 e 857.700 euro, gli immobili rappresentano circa il 70% del patrimonio, e nove su dieci possiedono l’abitazione principale.
1,3 milioni, 3 milioni: la scala non si ferma qui
Sopra la soglia del 10% gli importi lievitano. Ci vogliono più di 1.268.200 euro per appartenere al 5% più dotato, e più di 3.020.900 euro per entrare nell’1% più ricco. Quest’ultimo circolo riunisce circa 309.000 famiglie, secondo l’Osservatorio delle disuguaglianze.
Il paese conta anche circa il 6,5% di famiglie milionarie, ovvero circa due milioni di famiglie. Tuttavia, solo lo 0,6% delle famiglie paga l’imposta sul patrimonio immobiliare, che riguarda solo le proprietà superiori a 1,3 milioni di euro, debiti e indennità dedotti.
Anche la natura della ricchezza cambia ai vertici. Per l’1% più dotato, imprese, terreni e macchinari rappresentano il 36% della ricchezza, poco più del settore immobiliare (34%). Subito sotto, tra le famiglie collocate tra il 10% e il 5% più benestanti, prevale ancora largamente la pietra, con il 69% del totale.
Anche un milione non è necessariamente sufficiente per vivere senza lavorare. Per ottenere dai propri investimenti l’equivalente del tenore di vita medio, cioè 2.150 euro al mese per una persona sola, l’Osservatorio stima che servirebbero circa 1,3 milioni di euro in immobili redditizi, come appartamenti in affitto, contando su un rendimento del 2% al netto delle tasse.
L’età, quel fattore che cambia tutto
Queste soglie variano enormemente a seconda dell’età. Prima dei 30 anni, la metà delle famiglie possiede meno di 26.100 euro, e bastano 296.400 euro per far parte del 10% più dotato di questa fascia di età. Tra i 50 e i 59 anni l’asticella sale a 1.021.900 euro.
La ricchezza media aumenta fino intorno ai 60 anni, si stabilizza, poi diminuisce dopo i 75 anni. Pesa anche la professione: tra le famiglie in cui il principale percettore di reddito esercita una professione liberale, una su dieci supera i 2,3 milioni di euro, contro 1,2 milioni tra i dirigenti.
Resta la questione della percezione. Interrogato nel 2024 dal Ministero degli Affari Sociali, la metà dei francesi colloca la soglia di ricchezza per una persona sola al di sotto dei 500.000 euro di patrimonio. Un quarto colloca addirittura l’asticella sotto i 250.000 euro.
Fonte: Insee & Osservatorio sulle Disuguaglianze