Partito dall’Etiopia nel 2013 per raggiungere a piedi la Terra del Fuoco, Paul Salopek si prepara a mettere piede negli Stati Uniti. Una tappa speciale, a metà del suo viaggio verso l’Umanità, per il giornalista americano.
Nel gennaio 2013 Paul Salopek ha intrapreso un’avventura davvero straordinaria. Questo giornalista e scrittore americano, vincitore di due premi Pulitzer, all’epoca aveva 50 anni. Ha voluto ripercorrere il cammino dell’umanità, a piedi, partendo dalla Rift Valley, considerata la culla dell’Umanità, in Etiopia. Il suo progetto, sostenuto da National Geographic, si chiama “Out of Eden Walk”.
Un progetto per riconnettere l’umanità alle sue radici
Si tratta di una spedizione escursionistica transcontinentale di quasi 42.000 chilometri. Paul Salopek ripercorre a piedi il percorso della primissima grande migrazione umana risalente all’età della pietra. Paul Salopek ha intrapreso questa spedizione per rallentare il ritmo dell’informazione e riconnettere l’umanità alle sue radici comuni.
Usa questa passeggiata come un laboratorio di giornalismo lento. Muovendosi al ritmo dei suoi passi, si prende il tempo per documentare la vita delle popolazioni locali e per affrontare i principali temi contemporanei attraverso un prisma storico e umano.
Partendo dall’Etiopia, ha attraversato il Medio Oriente, l’Asia centrale, la Cina, la Corea del Sud e il Giappone. Dopo aver attraversato il Pacifico a bordo di una gigantesca nave portacontainer commerciale, attraversò l’emisfero occidentale, raggiungendo l’Alaska e la Columbia Britannica. Per evitare alcuni ostacoli costieri in Alaska, ha recentemente adattato il suo viaggio navigando in kayak.
L’imminente arrivo negli Stati Uniti
Seguendo esattamente il percorso migratorio intrapreso dai nostri antenati nell’età della pietra, cerca di ricordarci che condividiamo tutti un’unica storia di origine. È un modo di oltrepassare i confini geopolitici artificiali di oggi per mettere in luce i punti comuni fondamentali che uniscono gli esseri umani, siano essi pastori in Etiopia, nomadi in Kazakistan o abitanti delle città in Cina.
Sebbene viaggi in modo molto primitivo (a piedi o a dorso di mulo), utilizza la tecnologia moderna per condividere le sue cronache dal vivo. Ciò crea un contrasto deliberato che gli permette di analizzare come la globalizzazione si sta diffondendo negli angoli più remoti della Terra. Documenta come la tecnologia, il commercio e il cambiamento climatico colleghino oggi il destino di un villaggio isolato a quello del resto del pianeta.
Nel novembre del 2026, Paul Salopek si trova sulla costa occidentale del Nord America, avanzando verso il confine tra Canada e Stati Uniti. Dopo 13 anni di viaggio e più di 30.000 chilometri percorsi, attualmente sta effettuando la transizione tra la Columbia Britannica e lo Stato di Washington.
Il grande traguardo di questo novembre 2026 segna il suo ingresso ufficiale a piedi negli Stati Uniti continentali, sui quali non metteva più piede dal 2013.
Altri due anni di viaggio nella Terra del Fuoco
Una volta varcata questa frontiera, si prepara a iniziare un’immensa discesa verso sud attraverso tutto il continente americano, circa 17.500 km, con l’obiettivo a lungo termine di attraversare l’America Centrale per poi seguire la catena montuosa delle Ande per raggiungere il suo capolinea nella Terra del Fuoco.
Secondo le ultime stime del progetto e della National Geographic Society, Paul Salopek dovrebbe completare la sua spedizione intorno all’estate del 2028. Al suo arrivo nella Terra del Fuoco, in Cile, l’odissea sarà durata poco più di 15 anni in totale, mentre le previsioni iniziali quando partì nel 2013 prevedevano un’avventura di 7 anni.

