Ordina due spritz, un toast e un cornetto a Venezia: il conto sale a 72 euro, di cui 7 per l'orchestra che suona in terrazza

Ordina due spritz, un toast e un cornetto a Venezia: il conto sale a 72 euro, di cui 7 per l’orchestra che suona in terrazza

Scritto da: Daniele Traverso - il 29 Settembre 2026

Un toast, un cornetto guarnito e due Aperol Spritz. L’ordine non era stravagante, ma l’ambientazione era: la terrazza del Caffè Florian, in Piazza San Marco, a Venezia. Effettuando il pagamento, un professionista di Lucca, in Toscana, ha scoperto una fattura di 72 euro. E, proprio in fondo al biglietto, una riga che lo ha fatto reagire molto più degli altri: “supplemento musica”, 7 euro.

La scena è avvenuta un martedì di settembre. La turista, venuta con un addetto, ha condiviso sui social la foto del suo biglietto, poi ha raccontato l’episodio Corriere Fiorentino. Lo scontrino ha fatto velocemente il giro del web italiano e riacceso un noto dibattito a Venezia: cosa si paga veramente quando si è seduti in uno dei caffè più famosi del mondo?

65 euro per le consumazioni, 7 euro per l’orchestra

I dettagli del biglietto, pubblicati dal quotidiano toscano e riportati da numerosi media italiani, non lasciano spazio a dubbi. Il toast classico costa 15 euro. Il cornetto salato con pomodoro e mozzarella costa 16 euro. I due Aperol Spritz costano 17 euro ciascuno, ovvero 34 euro. Queste bevande ammontano a 65 euro.

I restanti 7 euro corrispondono al supplemento musicale. Quel giorno, un piccolo ensemble di tre musicisti suonava davanti ai tavolini del bar. La cliente non ha detto di essere scandalizzata dai prezzi, che sapeva essere alti in questo locale. Era soprattutto questa frase a divertirla:

“Sapevamo che sedendoci ai tavolini di questo famoso caffè, e precisamente in Piazza San Marco, il prezzo sarebbe stato salato, ma quando ho letto questa riga sul biglietto ammetto che non ho potuto fare a meno di ridere”.

Queste osservazioni, tradotte dall’italiano, sono state raccolte dal Corriere Fiorentino. La turista aggiunse, con una punta di ironia, che i viaggiatori giapponesi seduti attorno a lei sembravano molto più perplessi.

Un supplemento annunciato ancor prima di ordinare

Contrariamente a quanto suggerisce l’entusiasmo online, questo integratore non aveva nulla di nascosto. Secondo il racconto del cliente, un volantino posto sul tavolo avvertiva di questo possibile aumento legato alla musica. Il sito specializzato Il cibo grassoche ha confrontato il biglietto con il prezzo del caffè, sottolinea inoltre che i prezzi praticati, compreso il supplemento, figuravano nel menù consultabile prima dell’ordinazione. Nello stesso menù figurano anche la colazione a 60 euro e una bottiglia di acqua minerale a 11 euro.

Diversi media italiani sottolineano che la pratica è legale. Un locale può richiedere un supplemento per la musica dal vivo, a condizione che ciò sia stato chiaramente annunciato in anticipo, ad esempio sul menu, su un cartello o su un documento lasciato al tavolo. Ciò che diventa discutibile è un supplemento che il cliente scopre solo al momento del pagamento.

Il Florian non è un caso isolato. Anche altri locali italiani fanno pagare la musica: recentemente, durante una serata estiva a Ischia, una coppia si è trovata sul conto una linea “supplemento musica” di 2 euro a persona, per un piano bar.

Un caffè aperto nel 1720 e un’orchestra da oltre un secolo

Per comprendere questo supplemento dobbiamo ritornare alla storia del luogo. Il Caffè Florian aprì i battenti nel 1720 sotto i portici di Piazza San Marco, prima con il nome “Alla Venezia Trionfante”, poi assumendo quello del suo fondatore, Floriano Francesconi. Goldoni, Casanova, Lord Byron e Charles Dickens sono tra i famosi clienti che hanno forgiato la sua leggenda.

L’orchestra arrivò all’inizio del XX secolo. Sul suo sito web, il caffè spiega di aver adottato da allora la tradizione europea del caffè-concerto, con un’orchestra permanente. Durante l’estate, da aprile a ottobre, i suoi musicisti suonano dalle romanze alle arie d’opera, dalla musica classica ai successi più recenti. È questo concerto all’aperto, udibile da buona parte della piazza, che il caffè presenta sul conto dei suoi clienti seduti.

“Paghiamo per la storia”: gli internauti divisi

Sui social network le reazioni si sono subito divise in due campi. Da un lato chi giudica questi prezzi sconnessi dalla realtà e li vede come il simbolo di una città d’arte diventata inaccessibile. Dall’altro quelli che ci ricordano che un tavolo di fronte alla basilica, in uno dei caffè più antichi d’Europa, non è un qualunque terrazzo. Alcuni commentatori, citati da Legocredete che al Florian si paghi anche la storia, e che in altre parti della città esistano centinaia di bar più piccoli e meno cari.

Altri sottolineano il paradosso: perché i 7 euro di musica suscitano più reazione dei 17 euro di un singolo spritz? E in molti difendono i musicisti, ricordando che un’orchestra che suona dal vivo non è destinata ad essere libera.

A Venezia il costo di una visita non si limita più al conto. In alcune giornate di grande affluenza, la città applica anche una tassa di accesso ai visitatori che si fermano un solo giorno, fissata tra 5 e 10 euro nel 2026. Per chi sogna uno spritz con musica in Piazza San Marco, vale quindi la pena leggere il foglietto posto sul tavolo prima del primo sorso.

Fonte: Caffè Florian e Open

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