Una proprietaria è stata condannata dal tribunale per disturbo causato dagli inquilini del suo alloggio.
Quando si sceglie di investire nel settore immobiliare e di acquistare un immobile per offrirlo in affitto, bisogna soprattutto valutare i pro e i contro prima di fare il grande passo.
Sebbene questo tipo di investimento immobiliare possa rivelarsi molto redditizio a medio termine, i proprietari devono tuttavia tenere presente che non sono mai al sicuro da delusioni a cui non avrebbero mai pensato. Molte persone non ne sono consapevoli, ma possono, ad esempio, pagare per i crimini commessi dai loro inquilini. Può sembrare ingiusto, ma così dice la legge. Dovresti sapere che, secondo la legislazione in vigore, dal 6 luglio 1989, i proprietari possono essere condannati per disturbo causato dai loro inquilini.
Questa è anche la terribile disavventura vissuta da una donna parigina, punita con una condanna in seguito ai ripetuti disagi subiti dalle persone che abitavano nella sua casa.
Il tribunale la condanna a pagare 2.000 euro per il disturbo causato dai… suoi inquilini
Raccontata dalla JDN, questa storia a dir poco ridicola inizia all’inizio del 2018 quando Sandrine (nome cambiato) accetta di affittare il suo appartamento a due studenti che si trasferiscono in un alloggio condiviso. L’immobile si trova al 6° piano di un edificio parigino, in comproprietà.
Per diverse settimane Sandrine non ha mai sentito nulla di negativo sui suoi inquilini. Ne deduce che rispettano il vicinato. Ma pochi mesi dopo, le lamentele sul comportamento degli studenti arrivarono alle sue orecchie. Queste rimostranze arrivano dai coniugi che abitano nell’appartamento situato proprio sotto quello del proprietario, al 5° piano.
Esasperati, i due coniugi si lamentarono dell’inquinamento acustico da parte dei nuovi inquilini. Secondo loro, i due studenti cantavano, suonavano la chitarra e ascoltavano musica ad alto volume a tarda ora, disturbando l’intero edificio. Testimonianze confermate peraltro da alcuni vicini, in particolare da quelli che abitavano sopra l’appartamento di Sandrine, al 7° piano.
Nonostante le sue lamentele, trasmesse all’associazione di comproprietà, nelle settimane successive non si notò alcun miglioramento. E quello che doveva succedere, è successo. Dopo aver tentato come meglio possono di risolvere la situazione, affrontando senza successo i coinquilini, la coppia sceglie di convocare loro ma anche Sandrine per ottenere un risarcimento.
Tutte queste belle persone si sono quindi ritrovate davanti all’alta corte di Parigi, che ha condannato Dominique e i suoi due inquilini, in primo grado, il 19 giugno 2018, a risarcire i danni ai ricorrenti. Ma il proprietario e gli studenti hanno presentato ricorso fornendo le testimonianze dei vicini di casa, i quali hanno certificato che il fastidio non li disturbava. Una linea di difesa che non ha convinto la corte.
Nella sentenza, pronunciata il 9 settembre 2019, la Corte d’appello di Parigi ha quindi ritenuto che questi nuovi elementi non fossero in contraddizione con le denunce avanzate dai residenti del 5° e del 7° piano, nella misura in cui “ il rumore può propagarsi in modo diverso a seconda dell’ubicazione degli appartamenti “.
Di conseguenza, Sandrine e le sue coinquiline sono state condannate in via definitiva a pagare alla coppia del 5° piano la somma di 2.000 euro per danni e 1.000 euro per il rimborso delle spese legali.
Un giudizio crudele per il proprietario.

