Sono sotto le nostre ruote ogni giorno, eppure passano completamente inosservati. La segnaletica orizzontale fa parte della segnaletica alla stregua di un segnale posto sul bordo della strada, con lo stesso valore legale e le stesse sanzioni. Il problema è che la maggior parte degli autisti li ha appresi durante l’esame della patente e poi li ha dimenticati. Alcuni, però, costano 135 euro e quattro punti.
Questa segnaletica stradale è disciplinata dal decreto del 24 novembre 1967 relativo alla segnaletica stradale e autostradale, integrato dall’istruzione interministeriale sulla segnaletica stradale. Basti dire che un testo che pochi automobilisti hanno sul comodino. Ecco quelli che causano più problemi ogni giorno.
La linea gialla lungo il marciapiede: tutto si riduce a un dettaglio
È probabilmente il contrassegno più frainteso in Francia e quello che riempie il maggior numero di quaderni. In Francia, il giallo sul terreno è riservato alle limitazioni alla sosta e al parcheggio. Ma coesistono due versioni, che non hanno la stessa portata.
Una linea gialla continua lungo il marciapiede vieta sia la sosta che il parcheggio. Impossibile entrare lì, anche per due minuti, con lo stesso motore acceso, anche per far scendere qualcuno. Una linea gialla spezzata vieta il parcheggio ma tollera la sosta, a patto di rimanere al volante e di non intralciare il traffico.
Un’altra regola che molti ignorano: quando una segnaletica gialla temporanea, tipicamente in una zona di lavoro, copre o contraddice una segnaletica bianca, è la segnaletica gialla che ha la precedenza. La solita linea bianca non conta più finché dura il cantiere.
Triangoli bianchi dipinti sulla strada
Questi sorprendono sempre. Una serie di triangoli bianchi rivolti verso di te, dipinti attraverso o lungo la pista, non è una decorazione o un residuo di vecchi segnali stradali. Il decreto del 1967 è esplicito: questa segnaletica indica la presenza di uno sviluppo che deve essere attraversato “a bassa velocità”
Concretamente, annuncia un rallentatore, una piattaforma rialzata o un cuscino berlinese. Il messaggio è semplice: alza il piede prima, non all’ultimo momento.
Zebre, queste schiuse che consideriamo spazio sprecato
Si vedono soprattutto agli svincoli e alle uscite autostradali, a volte anche in città su strade larghe. Queste grandi aree tratteggiate bianche sembrano spazio inutilizzato. Non lo sono. Una zebra segnala una zona neutralizzata: lì è vietato circolare, sostare o parcheggiare.
Al di fuori delle aree urbane, ritroviamo la stessa logica nella versione XXL, con spazi tratteggiati molto ampi delimitati su ogni lato da una linea continua. Svolgono il ruolo di mediana, solo che non c’è nulla in rilievo. La tentazione di tagliare è tanta, la regola resta la stessa.
La scacchiera: due versioni, due messaggi
La scacchiera bianca e nera, con quadrati di 80 centimetri per 1,20 metri di lato, segna la traiettoria di una corsia riservata agli autobus all’interno di un incrocio. Serve a togliere ogni dubbio sul percorso che farà un veicolo ingombrante. Attenzione ad un punto spesso frainteso: questa scacchiera non modifica in alcun modo le regole di priorità dell’incrocio. Lì l’autobus non ha la priorità.
La scacchiera bianca e rossa annuncia qualcos’altro: precede le corsie di emergenza, queste corsie in pendenza che ritroviamo dopo lunghe discese e che servono per fermare i mezzi pesanti che hanno perso i freni. Se lo incontri, non devi fare nulla al riguardo.
Lo zigzag giallo davanti alla fermata dell’autobus
Anche in questo caso si tratta di un contrassegno spesso frainteso. Questa linea gialla a zigzag delimita una zona di fermata dei trasporti pubblici. Hai tutto il diritto di attraversarlo mentre guidi, non è una linea a traffico limitato. È tuttavia vietata la sosta o la sosta, anche durante una corsa veloce.
Il lucchetto della bici, la trappola da 135 euro
Questa è quella che costa di più agli automobilisti distratti. Il blocco ciclisti è questo spazio situato tra la linea di arresto dei veicoli a motore e il semaforo, spesso dipinto di verde o rosso con il pittogramma di una bicicletta. Misura generalmente dai tre ai cinque metri ed è riservato ai ciclisti.
Agli occhi della legge, andare avanti con il semaforo rosso equivale a oltrepassare la linea d’effetto del semaforo, quindi passare con il rosso. Il conto è salato: 135 euro di multa e quattro punti in meno. Il fatto che non siano presenti ciclisti non cambia nulla. Se ti ritrovi bloccato nella camera di equilibrio quando il semaforo è verde, a causa ad esempio di un ingorgo, il reato è diverso e la multa scende a 35 euro.
La linea della deterrenza, quella di cui nessuno si accorge
Nelle linee longitudinali discontinue tutto dipende dal rapporto tra la lunghezza delle linee e quella degli intervalli. Una linea assiale classica ha tratti brevi e intervalli lunghi. La linea dissuasiva funziona in modo opposto: file lunghe, intervalli brevi. Il sorpasso resta autorizzato, ma la strada dice chiaramente che non è consigliabile, generalmente perché la visibilità peggiora o la configurazione è complicata.
Allo stesso modo, le frecce di drawdown dipinte sulla pista non sono lì per sembrare belle. Annunciano l’arrivo di una fila continua e ti chiedono di ritornare alla tua fila prima che sia troppo tardi.
E la linea continua, davvero impraticabile?
Quasi. Attraversarlo o percorrerlo comporta una multa di 135 euro e tre punti di prelievo. C’è un’eccezione di cui molti automobilisti ancora non sono a conoscenza: dal 2015 è consentito superare una linea continua per sorpassare un ciclista, a condizione che la visibilità sia sufficiente, la corsia opposta sia libera e l’attraversamento sia limitato allo stretto necessario.
Se il tema della segnaletica ti interessa, diversi segnali recenti sono passati sotto il radar degli automobilisti francesi, come spieghiamo in questo articolo dedicato ai segnali poco conosciuti che compaiono sulle strade.

