Un terribile femminicidio avvenuto in Brasile evidenzia un fenomeno che preoccupa sempre più il Paese Auriverde.
Domenica 12 aprile 2026 è stato teatro di un nuovo femminicidio, perpetrato a Montmorillon, nella Vienna. Armato di fucile, un uomo sulla sessantina, descritto come ex soldato, ha aperto il fuoco contro la sua ex compagna, 67 anni, che è morta sul colpo. Presente sulla scena, anche la sorella della vittima è stata colpita dall’assassino, che alla fine ha puntato la pistola contro se stesso prima di morire in ospedale per le ferite riportate.
Questa tragedia costituisce il 42esimo femminicidio dell’anno 2026 in Francia, se dobbiamo credere al macabro conteggio del collettivo “Nous Tous”, che elenca ogni anno omicidi simili che si verificano in Francia.
Lungi dall’essere una specificità francese, il fenomeno non risparmia nessun Paese, a cominciare dal Brasile, che l’anno scorso ha registrato ben 1.586 femminicidi, un record. La società brasiliana è stata recentemente segnata da un terribile fatto di cronaca, che però ha avuto un finale meno drammatico che a Montmorillon.
Una donna brutalmente accoltellata da un uomo che aveva rifiutato
Alana Anisio Rosa aveva solo 20 anni e aveva tutta la vita davanti. Purtroppo, questa giovane donna è oggi segnata da un traumatico attentato che la perseguiterà fino alla fine dei suoi giorni. Nel febbraio scorso, questa donna brasiliana, originaria di Sao Gonçalo, vicino a Rio de Janeiro, ha ricevuto una cinquantina di coltellate da un uomo che aveva rifiutato.
Un mese prima della tragedia, Alana aveva infatti rifiutato le avances di quest’uomo insistente, che le aveva inviato fiori e cioccolata. Deve la sua sopravvivenza solo all’intervento della madre, Jaderluce Anisio de Oliveira, che è riuscita a interrompere l’aggressore e a farlo fuggire, tornando all’abitazione familiare. Alla fine l’individuo è stato arrestato.
“Continuava a pugnalarla (…) Il nostro soggiorno era coperto di sangue” (Jaderluce Anisio de Oliveira)
In seguito a questo feroce attacco, la giovane donna, sopravvissuta, è stata immersa in coma artificiale ed è stata sottoposta a diversi interventi, dai quali oggi si riprende con difficoltà. Mentre il processo contro il suo aggressore si è aperto questo mercoledì, 15 aprile a Rio, sua madre lancia l’allarme sul contesto di crescente violenza misogina in Brasile. Jaderluce Anisio de Oliveira denuncia l’esistenza di una tendenza preoccupante su TikTok, che incoraggia gli uomini alla violenza nei confronti delle donne.
La madre prende così di mira la presenza, sul social network, di numerosi video in cui si vedono uomini che picchiano o accoltellano modelle, utilizzando il seguente slogan: ” Mi sto esercitando nel caso lei dica di no “.
Secondo la madre di Alana, anche il presunto aggressore di sua figlia ha visto questo contenuto virale, che evidenzia l’espansione del discorso mascolinista che promuove il dominio degli uomini alfa sul gentil sesso. Un fenomeno illustrato dalla profusione, online, di meme che banalizzano lo stupro o la violenza contro le donne. Su alcune piattaforme, come Telegram, gli internauti brasiliani arrivano addirittura a descrivere le donne come “ violabile ” o no.
@kauasb__ Questa tendenza è cameçou come la piada. Ma nella vita reale, molti dei nostri proprietari di casa non sanno cosa aspettarsi. Può succedere un “nulla” quando c’è aggressione, persecuzione o violenza. Rispettare il limite di un mulher e non ridurne il minimo. Pelo contrario: mostra carattere. Lasciate che tutti voi viviate i libri, vivete e la settimana scorsa. #respeiteonão #nãoénão #fimdaviolênciacontramulher #mulheressemmedo #trend ♬ come originale – Kauã Borges
Per cercare di fermare questa piaga, alcuni esponenti politici si stanno mobilitando. Questo è in particolare il caso del deputato di sinistra del Reimont Luiz Otoni Santa Barbara che ha recentemente proposto un disegno di legge inteso a criminalizzare i contenuti che, secondo lui, “ portano ogni giorno alla morte delle donne Quanto al Senato brasiliano, ha appena adottato un testo volto a classificare la misoginia come un crimine simile al razzismo e punibile con il carcere.
In attesa di possibili sviluppi, Alana Anisio Rosa, che ha insistito per essere presente all’udienza nonostante i gravi postumi sul corpo contuso, spera di ottenere giustizia.


