In Austria, un giovane ha spedito il suo gatto in un pacco per posta. Sebbene neghi completamente i fatti e accusi addirittura il postino, è stato condannato a 6 mesi di prigione per crudeltà verso un animale.
Sappiamo che ai gatti piace giocare nelle scatole, ma non c’è motivo di inviarli come normali regali. Tuttavia, in Austria, un giovane di 20 anni ha chiuso il suo gatto in una scatola che ha spedito per posta, come se l’animale fosse solo un oggetto da trasportare.
I fatti hanno avuto luogo nell’aprile 2025, quando i dipendenti di un centro logistico postale austriaco hanno notato che uno dei pacchi si muoveva, anche se avrebbe dovuto contenere una chitarra. All’apertura della scatola, i dipendenti hanno scoperto Shana, un gatto britannico a pelo corto, visibilmente in cattive condizioni. La vicenda, riportata in particolare dalle Ultime Notizie d’Alsazia, suscitò subito una forte indignazione.
“I nostri dipendenti hanno aperto il pacco e hanno scoperto il gatto. L’animale sembrava essere in cattive condizioni di salute”, ha riferito un portavoce di La Poste.
È facile immaginare lo stupore degli addetti allo smistamento davanti a questo pacco che si muoveva da solo sul nastro trasportatore. Chiuso in una scatola, senza cibo né acqua, il gatto aveva visibilmente sofferto le condizioni di trasporto particolarmente dure. Non è stata specificata la durata esatta della sua prigionia, ma lo stato in cui si trovava l’animale al momento del ritrovamento non lasciava dubbi sulla gravità della situazione.
Il gatto sta bene
Spaventato, il gatto è subito scappato dal magazzino ed è stato cercato dai dipendenti e dai residenti della zona. Alla fine è stato ritrovato e consegnato ad un’associazione. Oggi sta bene, e questa è senza dubbio l’unica buona notizia di questa storia.
Non è la prima volta che si verificano incidenti di questo tipo, intenzionali o meno. I servizi postali di tutto il mondo hanno già dovuto affrontare situazioni simili, a volte accidentali, a volte intenzionali. Avevano già fatto impressione un gatto trovato in un pacco di Amazon a 1.000 km da casa, così come l’incredibile sopravvissuto che ha attraversato l’oceano in una scatola di cartone tra Cina e Canada.
Accusa il postino
Il proprietario di Shana, da parte sua, ha negato apertamente i fatti. Secondo lui è stato un impiegato delle poste a prelevare l’animale e a infilarlo nel pacco a sua insaputa. Una versione dei fatti difficile da credere per gli investigatori.
“Non manderei mai il mio gatto. Forse il postino era infastidito perché avevo ordinato troppi pacchi”, ha detto, secondo Midi Libre.
Questa difesa, a dir poco originale, evidentemente non ha convinto la corte. Il giovane è stato processato mercoledì 1 aprile per crudeltà verso un animale ed è stato condannato a 6 mesi di carcere. Nonostante la sentenza, continua a sostenere di non aver fatto nulla di male. Il caso ci ricorda che gli abusi sugli animali sono presi sempre più sul serio dalla giustizia europea, con sanzioni che possono essere significative anche per il primo reato.
In Francia, negli ultimi anni i casi di maltrattamento degli animali domestici hanno portato a sentenze più pesanti, poiché il legislatore ha inasprito le sanzioni applicabili. Il caso di Shana illustra quanto possa essere difficile stabilire il confine tra negligenza e azione deliberata, ma anche quanto drammatiche possano essere le conseguenze per l’animale.

