Le fughe che anneriscono la base della doccia non sono inevitabili, e non è necessario rompere tutto per eliminarle. I pannelli murali impermeabili aderiscono direttamente alle vecchie piastrelle e le ricoprono con una superficie liscia. Aspettatevi da 15 euro al m² per il PVC a più di 200 euro per le versioni di fascia alta. Un punto però viene meno sottolineato dai venditori: restano pochi incastri, e l’installazione non perdona l’approssimazione.
Lo scenario è familiare a chiunque abbia una doccia piastrellata. Le piastrelle rimangono impeccabili, ma tra di esse finiscono per apparire delle linee scure. Strofiniamo, proviamo con aceto bianco o bicarbonato, e le tracce ritornano.
Queste macchie non sono sporco normale. Questi sono funghi microscopici, che prosperano in luoghi caldi e umidi. Una cabina doccia dà loro esattamente quello che stanno cercando.
Sono le fughe che diventano nere, non le piastrelle
La piastrella stessa tollera molto bene l’acqua. Il punto debole è tra due tessere. Il giunto, il più delle volte realizzato in malta cementizia, ha una consistenza leggermente ruvida che trattiene umidità e residui.
Il calcolo è semplice: più piastrelle ha una parete, più fughe da pulire. È questa griglia che i pannelli murali fanno scomparire. Grandi lastre alte più di due metri ricoprono invece il muro in un unico pezzo.
Un pannello incollato direttamente sulle vecchie piastrelle
Questi pannelli sono sottili, generalmente compresi tra 3 e 6 mm, e leggeri. Un formato comune misura 90 cm di larghezza per 210 cm di altezza. Sono disponibili in lastre di PVC, laminato ad alta pressione, alluminio, vetro, resina o anche pietra naturale, con decorazioni che imitano il cemento, il marmo o il legno.
Il loro vantaggio principale risiede nell’installazione. Aderiscono al rivestimento esistente, purché le vecchie piastrelle siano in buono stato, pulite e asciutte. Nessuna piastrella da rompere, quindi niente macerie o polvere. Il fissaggio avviene con biadesivo e silicone, poi i profili chiudono gli angoli e la giunzione con la vaschetta.
Il lavoro è veloce, ma non istantaneo. Il marchio Espace Aubade consiglia di lasciare acclimatare i pannelli per 48-72 ore a temperatura ambiente prima di installarli, quindi attendere almeno 24 ore che si asciughino prima di rimontare la rubinetteria.
Da 15 a 250 euro al mq, e oltre per la resina per hotel
Il prezzo dipende quasi interamente dal materiale. Il PVC, il più accessibile, costa dai 15 ai 50 euro al m². Per un pannello in resina, La Maison Saint-Gobain indica dai 100 ai 200 euro al m², circa 240 euro per il vetro trattato e 250 euro per un composito laminato.
A questo budget si aggiunge la manodopera se si ricorre a un artigiano, ovvero dai 450 ai 550 euro in media al giorno secondo la stessa fonte. Il pannello quindi non è necessariamente meno costoso delle piastrelle da acquistare. Il risparmio deriva principalmente dai tempi di installazione.
Al vertice della gamma troviamo ciò che i produttori chiamano “solid surface”, talvolta venduto con il nome di resina minerale. Questa miscela di cariche minerali e resina acrilica non è porosa: l’acqua non penetra nel materiale. Il produttore Krion lo promuove per hotel e spa, HI-MACS per i bagni degli hotel e Corian lo offre anche per le panche degli ospedali. Secondo la rivista Maison & Travaux ci vogliono dai 150 ai 400 euro al m², un ordine di grandezza da confermare con preventivo.
Ciò che i pannelli non risolvono
La promessa di una doccia “senza soluzione di continuità” è una scorciatoia. Scompaiono le fughe cementizie, ma rimangono trattati con silicone i collegamenti tra due pannelli, gli angoli e il contorno del piatto. Tuttavia, una guarnizione in silicone può anche diventare nera. Ce ne sono molti di meno, non zero.
Anche l’installazione richiede più attenzione di quanto sembri, soprattutto in un bagno con molti angoli. Maison Saint-Gobain avverte:
“Il collegamento tra i pannelli e con la rubinetteria non presenta alcun difetto. »
Un taglio mancato o una connessione mal chiusa possono consentire all’acqua di filtrare dietro il pannello. Su una superficie umida o irregolare la piastra potrebbe anche staccarsi.
Anche una parete liscia non esonera dalla ventilazione. L’utilizzo della spatola dopo ogni doccia e l’azionamento della VMC restano utili per limitare muffe, pannelli e non.
Tuttavia la piastrellatura non è condannata. I decoratori intervistati in primavera dalla rivista Homes & Gardens si rivolgono soprattutto alle grandi piastrelle bianche o grigie, considerate fredde. Gabriela Eisenhart, fondatrice di Silo Studio Design, riassume la tendenza (citazione tradotta dall’inglese):
“I bagni troppo sterili e immacolati stanno passando di moda. »
Invece cita zellige, travertino o pietra calcarea, non pannelli. Prima di ordinare, la prima riflessione è quella di ispezionare la parete in opera: se non è piana, pulita e asciutta, è meglio risolvere il problema prima di rivestirla.
Fonte: La Maison Saint-Gobain & Case e giardini