L’autrice Freida McFadden, nota per il suo libro best-seller “The Housekeeper”, ha deciso di rivelare la sua vera identità dopo averla tenuta segreta per anni.
Venduto in 2,5 milioni di copie in Francia, il romanzo “La serva” è stato recentemente adattato per il cinema, confermando un clamoroso successo internazionale. Tuttavia, dietro questo fenomeno letterario si nascondeva una donna molto reale, di cui nessuno conosceva il volto e il nome. L’americana aveva scrupolosamente mantenuto il mistero utilizzando uno pseudonimo che confondeva i confini sulle sue origini, indossando occhiali e perfino una parrucca durante le sue rare apparizioni pubbliche.
Un segreto che ha finalmente deciso di svelare nel corso di un’intervista esclusiva a USA Today. Il vero nome della scrittrice quarantacinquenne è Sara Cohen.
“Sono a un punto della mia carriera in cui sono stanco che questo sia un segreto. Sono stanco delle persone che si chiedono se sono una persona reale o se sono tre uomini.”
Tra le tante teorie che circolano intorno alla sua identità, alcuni fan credevano erroneamente che McFadden fosse un’intelligenza artificiale, altri addirittura dubitavano che esistesse realmente. La sua totale discrezione, mantenuta volontariamente, aveva ampiamente alimentato queste speculazioni.
“Sono una persona reale, ho una vera identità e non ho nulla da nascondere”
Una vita noiosa
Lontano dal mondo letterario, l’autore di successo è un neurologo, uno specialista del cervello. Vive con i suoi due figli adolescenti, suo marito e il suo gatto, in una casa di fronte all’oceano, in un elegante sobborgo di Boston, la sua città natale. Una quotidianità lontana dagli intrighi contorti che ne hanno fatto la reputazione.
“È molto più noioso di qualsiasi cosa accada nei miei libri.”
E che aspetto ha veramente? Sara Cohen porta gli occhiali nella vita reale. La quarantenne racconta con umorismo che indossa una parrucca “perché non sa cosa fare con i suoi capelli”. Un dettaglio che, paradossalmente, aveva rafforzato l’impressione che si stesse travestendo per restare in incognito.
Il suo pseudonimo è in realtà solo un mix inaspettato tra l’acronimo FREIDA (Fellowship and Residency Electronic Interactive Database, un database che aiuta gli studenti di medicina a trovare tirocini ospedalieri) e “McFadden”, un nome scelto un po’ a caso. Una storia delle origini a sua immagine: pratica, insolita e, in definitiva, accattivante.
“Volevo qualcosa che suonasse un po’ divertente. Non sapevo che sarei diventato uno scrittore di thriller. Non era il piano.”
E perché non ha rivelato prima la sua identità?
“Il mio unico obiettivo era mantenerlo segreto finché non fossi stato pronto a ritirarmi dalla mia posizione di medico, in modo che tutti quelli che sapevano non lo scoprissero e in modo che ciò non compromettesse la mia capacità di esercitare la mia professione.”
Una precauzione comprensibile: è difficile immaginare che i suoi pazienti apprendano che il loro neurologo passa le notti a scrivere thriller su omicidi e manipolazioni.
Un dominio incontrastato in classifica
La regina dei thriller psicologici continua la sua folle ascesa. La scrittrice è in testa alla classifica delle vendite di libri in Francia nel 2025, collocando otto dei suoi romanzi tra i primi quindici della lista pubblicata da Livres Hebdo. Un’impresa estremamente rara che testimonia un pubblico fedele e massiccio, ben oltre il semplice fenomeno libreria.
Da allora The Maid è stato adattato per il cinema. Il lungometraggio diretto da Paul Feig e interpretato da Sydney Sweeney è stato un enorme successo. Un seguito è già in preparazione, sufficiente ad estendere ulteriormente il regno di Sara Cohen, alias Freida McFadden, nel mondo del thriller.

