L’affondamento della nave mercantile SS Politician nel 1941 nelle acque scozzesi delizia oggi i collezionisti con un carico di 260.000 bottiglie di whisky, alcune delle quali sono state recuperate negli ultimi anni.
Nel febbraio del 1941 il Regno Unito era nel pieno della Seconda Guerra Mondiale. Le isole Ebridi Esterne, situate nel nord-ovest della Scozia, stanno sopportando il peso maggiore delle restrizioni. Lì il whisky è rigorosamente razionato, il che è una vera tragedia per gli isolani che considerano l’Uisge Beatha (acqua della vita in gaelico) un elemento essenziale della loro cultura e della loro vita quotidiana.
Un saccheggio organizzato dagli isolani?
Il 5 febbraio 1941, la nave mercantile SS Politician lasciò Liverpool diretta alla Giamaica e agli Stati Uniti. Nelle sue stive c’è un carico eterogeneo, ma soprattutto 28.000 scatole contenenti circa 260.000 bottiglie di whisky di grandi marche (James Martin, Vat 69, Ballantine’s).
A causa di una terribile tempesta e di visibilità zero, la nave si incagliò sugli scogli dell’isola di Calvay, molto vicino all’isola di Eriskay. Fortunatamente l’intero equipaggio è stato salvato sano e salvo dalla gente del posto. Ma molto presto si sparge la voce: la barca è stata abbandonata dalle autorità, ed è piena di oro liquido (oltre a tabacco, biciclette e banconote).
Da qui, una storia incredibile dà origine a una voce sugli abitanti dell’isola, e della vicina isola di Barra, che si appropriarono rapidamente di gran parte del carico. Sospettati di aver saccheggiato il carico e di averlo nascosto nelle isole, gli isolani incontrarono la risposta della dogana, sconvolta da questo saccheggio interno in tempo di guerra.
La storia si conclude con la distruzione del relitto e ispira lo scrittore Compton MacKenzie, all’epoca residente sull’isola di Barra, che pubblicò il romanzo “Whiskey Galore” nel 1947. Il libro fu adattato per il cinema due anni dopo con alcuni dettagli modificati e ebbe un enorme successo, al punto da meritare un remake nel 2016.
Recuperate le prime bottiglie
Finalmente solo qualche decennio più tardi i subacquei professionisti iniziarono a recuperare alcune bottiglie rare, a cominciare da Reg Vallintine, nel 1966, che riuscì a riportare alla luce una bottiglia integra del marchio James Martin & Co. oltre a due bottiglie vuote. Il subacqueo ha conservato questa bottiglia (riempita a metà a causa di una leggera perdita del tappo sotto la pressione del mare) nel suo ufficio per 55 anni prima di essere venduta all’asta nel 2021 per 2.300 euro.
Nel giugno 1987, due subacquei, Donald MacPhee e George Currie, esplorarono nuovamente l’area sabbiosa vicino a Eriskay. Hanno scoperto otto bottiglie in perfette condizioni, sepolte sul fondo del sedimento marino.
Questo lotto di otto bottiglie è diventato il più famoso sul mercato. È anche da queste otto bottiglie che provengono le due bottiglie vendute per più di 14.000 euro nel 2013. Una di queste bottiglie, recuperata da George Currie, è stata acquistata insieme al casco da sub per 18.000 euro dallo Scottish Maritime Museum per essere esposta al pubblico, durante le vendite specializzate presso The Grand Whiskey Auction.
Investitori che finiscono in rovina
Ci furono altri tentativi di recupero ma gli investimenti reperiti, attraverso la raccolta fondi, subirono un vero e proprio fallimento. Le immersioni hanno avuto luogo durante l’estate del 1990. La squadra è riuscita a recuperare solo 24 bottiglie. A peggiorare la situazione, la prima tempesta dell’autunno ha rotto gli ormeggi della piattaforma di recupero, costringendo alla cancellazione definitiva delle operazioni.
Con un bottino stimato in soli 14.000 euro per un costo di quasi 480.000 euro, l’azienda è immediatamente fallita, rovinando i suoi investitori. Fu nel tentativo di salvare i mobili che le bottiglie rimanenti furono aperte e assemblate per creare la famosa edizione commemorativa in un decanter di cristallo, che oggi viene scambiato all’asta per un prezzo medio compreso tra 100 e 250 euro.
Ovviamente il contenuto delle sue bottiglie non è adatto al consumo. Il liquido contenuto in queste vecchie bottiglie non è più idoneo al consumo a causa dell’immersione prolungata, dei danni causati dal sale e dei tappi usurati. Questi oggetti sono ricercati dai collezionisti per il loro valore storico e aneddotico piuttosto che per il gusto.


