Ogni anno, molti francesi evitano di dichiarare alcune costruzioni sul loro terreno per evitare di pagare tasse aggiuntive. Oltre alle piscine, anche altre parti della casa vengono ora esaminate dal fisco.
Ogni anno, quando presentiamo la dichiarazione dei redditi, dobbiamo dichiarare tutti i lavori effettuati sul nostro immobile. Tuttavia, alcuni francesi continuano a non dichiarare fiscalmente tutte le parti della loro casa, per evitare di pagare più tasse sulla proprietà e tasse sullo sviluppo. Un comportamento che il fisco monitora sempre più attivamente, grazie a tecnologie di rilevazione sempre più precise.
Ciò vale soprattutto per le piscine, molte delle quali sfuggono alla dichiarazione fiscale. Nel 2023, la Direzione generale delle finanze pubbliche (DGFiP) ha rilevato più di 120.000 piscine non dichiarate in Francia, grazie a un sistema di monitoraggio dell’intelligenza artificiale abbinato a immagini satellitari. Un dato che illustra la portata del fenomeno e la crescente determinazione dell’amministrazione a porvi fine.
Costruzioni da dichiarare
Per rilevare queste carenze, il DGFiP utilizza foto aeree e immagini satellitari analizzate da algoritmi. Ma ora non sono solo le piscine ad essere sotto osservazione: nel mirino ci sono anche altri edifici e ampliamenti.
Questo è il caso di “edifici non dichiarati tra 50 e 60 mq”principalmente verande e garage, ma anche tettoie. Queste due tipologie di costruzioni sono particolarmente nel mirino del fisco, perché sono frequenti nelle zone residenziali e spesso aggiunte senza previa dichiarazione. Secondo le regole richiamate dal sito ufficiale Service-Public.fr in materia di licenze edilizie, qualsiasi costruzione che superi i 20 m² deve essere oggetto di una richiesta di licenza edilizia, convalidata dal municipio del comune. Si tratta di tettoie, gazebo da giardino, ampliamenti di case, garage e tettoie. Queste costruzioni sono poi imponibili in base alla loro superficie e alla loro natura.
Concretamente, una veranda o un garage aggiunti alla vostra abitazione aumentano la superficie abitabile o imponibile del vostro immobile. Tale aumento dovrà essere comunicato all’amministrazione finanziaria entro 90 giorni dall’ultimazione dei lavori, tramite il modulo H1 o H2 a seconda della tipologia di alloggio. Un processo che molti proprietari ignorano o scelgono deliberatamente di evitare.
Multe e reclusione
Se ampliate la vostra casa, non dichiarate il vostro lavoro e il fisco lo scopre, le conseguenze possono essere gravi. Dovrai regolarizzare la tassa di sviluppo e la tassa sulla proprietà, che potranno essere aumentate dal 10% all’80% a seconda della gravità dell’omissione e della sua durata.
Oltre alla regolarizzazione fiscale, se non dichiari alcune informazioni importanti nella dichiarazione dei redditi, potresti essere soggetto a procedimenti amministrativi e sanzioni penali, come multe pesanti o reclusione. La frode fiscale è infatti un reato punibile, nei casi più gravi, con diversi anni di reclusione in Francia.
Per evitare qualsiasi rischio, la soluzione migliore è contattare il proprio comune prima di iniziare i lavori, per poi regolarizzare la propria situazione con le tasse una volta terminati i lavori. Se si sono già realizzate costruzioni non dichiarate è possibile adempiere spontaneamente, il che può limitare le sanzioni applicate. La regolarizzazione volontaria è sempre meglio percepita dall’amministrazione che una scoperta nel corso di un’ispezione. Si tratta di informazioni essenziali da conoscere prima di tentare di ingannare l’amministrazione francese, che oggi dispone di strumenti molto più efficaci di quanto si possa pensare per individuare le proprietà mal dichiarate e il conseguente aumento delle tasse sulla proprietà.

