Un piccolo ed estremamente raro gatto selvatico avvistato in Thailandia per la prima volta in 30 anni

Un piccolo ed estremamente raro gatto selvatico avvistato in Thailandia per la prima volta in 30 anni

Scritto da: Daniele Traverso - il 28 Aprile 2026

In Thailandia è ricomparso per la prima volta dopo trent’anni un piccolo gatto selvatico.

Buone notizie per la fauna selvatica tailandese.

Mentre gli scienziati la credevano estinta, una specie rara è riemersa in Thailandia quasi tre decenni dopo essere stata osservata l’ultima volta, riferisce la rivista americana Scienza popolare.

Un felino estremamente raro riappare dopo 30 anni

Questa scoperta è stata fatta nel dicembre 2025 nel Princess Sirindhorn Wildlife Sanctuary, nel sud del paese.

Le fototrappole installate sul sito hanno catturato immagini di gatti a testa piatta (Prionailurus planiceps), uno dei gatti selvatici più rari e a rischio di estinzione al mondo. L’organizzazione internazionale Panthera, dedita alla conservazione dei gatti selvatici grandi e piccoli, ha contribuito a confermare e diffondere questa straordinaria scoperta.

Questi animali, originari del sud-est asiatico, misurano tra i 40 e i 50 cm di lunghezza e pesano in media 2 kg. La loro morfologia è totalmente adattata alla vita acquatica: le loro dita palmate e i denti aguzzi permettono loro di catturare pesci e rane con formidabile efficienza. Sono minacciati a causa della progressiva scomparsa del loro habitat naturale, tra cui la deforestazione e l’inquinamento dei corsi d’acqua da cui dipendono per il cibo.

Il loro inaspettato ritorno è stato confermato dal Dipartimento dei parchi nazionali e della fauna selvatica della Thailandia, nonché dall’organizzazione Panthera.

“Anche le specie che si pensava fossero scomparse possono essere recuperate se investiamo nella protezione degli habitat da cui dipendono”, ha affermato Wai Ming Wong, direttore scientifico della conservazione dei piccoli felini al Panthera.

Un gatto dalla testa piatta

Una scoperta piena di speranza

Già due anni fa, nel 2024, i dispositivi di sorveglianza catturarono immagini di gatti a testa piatta, confermando la loro presenza nella regione. Non si trattava quindi di un’apparizione isolata, ma piuttosto del segno di una popolazione che cercava di mantenersi in queste aree protette.

I dispositivi hanno infatti registrato 13 rilevamenti nel 2024, contro i 16 dell’anno successivo. Sono stati osservati anche una madre e il suo vitello. Un dato importante, perché le femmine generalmente partoriscono solo un piccolo alla volta. Questa osservazione fa sperare che la specie si riproduca attivamente sul territorio tailandese.

I gatti a testa piatta prendono il nome dalla fronte particolarmente appiattita e dal cranio allungato. Sono i gatti selvatici più piccoli del sud-est asiatico e hanno corpi corti, gambe sottili, dita palmate e una coda corta e tozza. Il loro mantello bruno-rossastro, punteggiato di macchie bianche sul ventre, li rende difficili da individuare nel loro ambiente naturale.

Questi gatti notturni sono difficili da studiare perché vivono in aree di difficile accesso, come foreste pluviali tropicali e paludi, oppure in acquitrini e laghi. Ciò spiega anche perché possono passare decenni senza essere rilevati, anche quando sono ancora presenti in una zona.

Un gatto dalla testa piatta

Secondo stime recenti, nel mondo restano solo 2.500 individui. Questa cifra allarmante colloca il gatto dalla testa piatta tra i felini più a rischio del pianeta, insieme ad altre specie a rischio di estinzione come la tigre, la cui sopravvivenza rimane fragile in Thailandia. Per Kaset Sutasha, veterinario e ricercatore presso l’Università di Kasetsart, questa riscoperta porta comunque speranza.

«Il passo successivo è la cosa più importante: come possiamo permettere loro di convivere con noi in modo sostenibile, senza essere minacciati?», chiede l’esperto.

Una domanda che riassume il tema centrale di questa scoperta: al di là dell’emozione suscitata dal ritorno di questo piccolo felino discreto, viene messa in luce l’intera politica di conservazione delle zone umide e delle foreste tropicali del Sud-Est asiatico.

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